Si è spento oggi, all’età di novanta anni, il giudice Giuseppe Viola. Figura storica per la città di Reggio Calabria, il magistrato è stato per anni un riferimento, non solo per il suo ruolo di uomo di legge, ma anche per aver fondato e fatto crescere ai massimi livelli la pallacanestro reggina con la società Cestistica Viola, fondata nel 1966 insieme ad altri appassionati di questo sport e intitolata al fratello gemello scomparso Piero. Con la sua guida da presidente la squadra a metà degli anni ’80 arrivò nella massima serie, confrontandosi alla pari con le più forti società italiane, e lanciando nel panorama cestistico grandi campioni della palla a spicchi quali: Massimo Bianchi, Massimo Mazzetto, Donato Avenia, Gustavo Tototti, Roberto Bullara, Sandro Santoro, Hugo Sconochini, Stefano Attruia. Sulla panchina della Viola Basket durante la sua permanenza da presidente si sono avvicendati coach quali Gianfranco Benvenuti, Tonino Zorzi, Carlo Recalcati, protagonisti anche di due esperienze nelle coppe europee (Korac). Per oltre 20 anni la squadra è stata tra i principali punti di riferimento del basket italiano del Sud Italia insieme a Caserta.
Tra i grandi campioni stranieri che hanno vestito la canotta della Viola si ricordano, Marc Campanaro, Kim Hughes e Dan Caldwell. In quegli anni il movimento cestistico crebbe con la costruzione di due palasport, uno dei quali, il Palacalafiore, resta tra i più grandi e funzionali d’Italia.
Giuseppe Viola, per tutti “il giudice”, ha ricoperto anche ruoli apicali nella Lega Basket e nella Federazione Italiana Pallacanestro. Dopo il suo avvicendamento alla guida della società reggina, negli anni ’90 e primi anni del 2000 arrivarono altri grandi campioni quali Dean Garrett, Alexander Volkov, Manuel Ginobili, Alejandro Montecchia.

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