Beni mobili e immobili per circa 20 milioni di euro, riconducibili a Giovanni Mancuso, detto “Billy”, di 80 anni, esponente di spicco dell’omonima cosca di ‘ndrangheta, già sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, sono stati confiscati dai finanzieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, coordinati dal Procuratore di Catanzaro,Nicola Gratteri, dall’Aggiunto, Vincenzo Capomolla e dai sostituti Antonio De Bernardo e Pasquale Mandolfino. Il provvedimento, eseguito su disposizione della seconda sezione penale del Tribunale di Catanzaro, trae origine dall’operazione “Terra Nostra”, diretta dalla Dda e condotta dal Nucleo di Polizia economico finanziaria di Vibo Valentia, a conclusione della quale, nell’ottobre 2019, erano stati sequestrati 92 terreni: 29 fabbricati; 6 autoveicoli; 1 trattore agricolo; 2 aziende agricole; due ditte individuali, delle quali una esercente l’attività di commercio di carbolubrificanti con annessa stazione di servizio, tutti riconducibili al Mancuso Giovanni, ma formalmente intestati a prestanomi. Il decreto di confisca è stato emesso a conclusione dell’attività istruttoria che ha confermato la riconducibilità dei beni al Mancuso, nonché la sussistenza del profilo della sproporzione tra i redditi del suo nucleo familiare e il valore dei beni sequestrati. Dalle indagini era emerso che Giovanni Mancuso Giovanni assieme ad altri 23 componenti del medesimo nucleo familiare e ad affiliati al clan, controllava tutte le attività economiche del comune di residenza e dei centri vicini ricavandone illeciti profitti e costituendo un patrimonio di beni detenuti sia direttamente che attraverso soggetti ai quali ne era stata attribuita, fittiziamente, la titolarità e/o la disponibilità. Gli immobili confiscati, tra cui capannoni industriali, terreni, un’area di servizio e una villa, sono ubicati a Milano, Limbadi, Nicotera, Filandari, Rombiolo, Zungri, Drapia e Vibo Valentia

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