06/03/2021

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Amaroni, don Roberto Corapi dà inizio all’anno “giuseppino”

Con una solenne celebrazione eucaristica il parroco di Amaroni don Roberto Corapi ha acceso la lampada di San Giuseppe, per dare inizio all’anno voluto da Papa Francesco, “l’anno giuseppino”, portando nella chiesa parrocchiale un’antica statua di San Giuseppe, del 1800. «Fin dal mese di luglio, dal mio ingresso in Amaroni – ha detto il sacerdote – entrando in una stanza buia dei locali dell’asilo parrocchiale, mi sono innamorato di questa statua di San Giuseppe, abbandonata, datata 1800, creata dall’artista Drosi. Accanto a San Giuseppe, un’altra statua, quella di San Francesco di Paola, anch’essa in pessime condizioni». Perché non portarla in chiesa?, si è chiesto don Roberto. Papa Francesco a dicembre ha indetto l’anno giuseppino, dedicato al santo. Subito don Roberto, accogliendo questa grazia di Dio, ha fatto portare in chiesa l’antica statua ed ha inventato la lampada di San Giuseppe, che arde giorno e notte dinanzi alla statua per vivere in pienezza quest’anno giuseppino e far crescere la fede nel santo, padre putativo di Gesù. Tanto lo stupore e l’emozione dei più anziani che non vedevano più questa statua da oltre 50 anni. «Siamo il popolo delle tradizioni – ha sottolineato l’arciprete don Corapi – e dobbiamo riprenderle tutte per vivere quella fede autentica. Questa statua è patrimonio artistico di un popolo di fede, gente semplice e ricca di valori cristiani e umani». Don Roberto, nella sua omelia, si è soffermato sulla lettera apostolica “Patris Corde” del Papa; in modo particolare, sui sette punti di riflessione: San Giuseppe padre amato, padre nella tenerezza, nell’obbedienza, nell’accoglienza, del coraggio creativo, padre lavoratore, padre nell’ombra. «Lo scopo di questa lettera – ha aggiunto – e di questa iniziativa è quello di accrescere l’amore verso questo santo, per imitare le sue virtù». Al termine, don Roberto ha ringraziato Papa Francesco che «ancora una volta ci fa questo grande dono e ci fa vedere con la sua vita la bontà di Dio e la bellezza del Vangelo». Concludendo con una “Ave, Maria” per Papa Francesco, il parroco ha scritto un’altra bella pagina nella comunità di Amaroni che già lo segue e gli vuole bene per il suo zelo e la sua gioia contagiosa.

Carmela Commodaro

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