25/02/2021

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‘NDRANGHETA. BASSO PROFILO, SCOPERTI LEGAMI TRA IMPRENDITORI, COSCHE E POLITICI

 Cinquanta persone raggiunte da un provvedimento di misura cautelare, 13 in regime di custodia in carcere, 35 in regime di custodia domiciliare, per una e’ scattato l’obbligo di divieto nel comune di Catanzaro e per un’altra l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. È questo l’esito di ‘Basso profilo’ l’operazione che stanotte ha visto in campo 200 uomini della Dia, provenienti da tutti i centri e sezioni operative d’Italia, supportati da poliziotti, finanzieri e carabinieri. Il provvedimento – emesso dal gip del Tribunale di Catanzaro Alfredo Ferraro su richiesta del procuratore capo Nicola Gratteri e dei sostituti procuratore Paolo Sirleo e Veronica Calcagno – ha consentito di assestare, si legge in una nota della Procura, ‘un duro colpo’ alla ‘ndrangheta, ‘costituita da un insieme di ‘locali’ e ‘ndrine distaccate e operanti nelle diverse province calabresi e riferite, tra gli altri, a soggetti di caratura ‘ndranghetista quali Nicolino Grande Aracri, Giovanni Trapasso, Alfonso Mannolo e Antonio Santo Bagnato’. Il loro coinvolgimento ‘non e’ di poco conto, laddove si consideri che a ognuno di essi corrisponde una sfera di ‘competenza territoriale’ ben delineata, e ciascuno di loro ha rapporti con Antonio Gallo alias ‘il principino’, un jolly in grado di rapportarsi con i membri apicali di ciascun gruppo mafioso non in senso occasionale e/o intermittente, bensi’ in senso organico e continuo’. L’imprenditore ha mostrato, cioe’, di essere in grado di interloquire, anche direttamente, con i boss delle cosche, manifestando in tal modo ‘una significativa caratura criminale e presupponendo una vera e propria appartenenza alla ‘ndrangheta’. La Procura parla del gruppo criminale inquisito come ‘coeso, strutturalmente complesso ed altamente organizzato’ e il metodo mafioso che l’indagine ‘ha cristallizzato’ e’ quello tipizzato dall’art. 416 bis del codice penale.- Le indagini che hanno portato all’operazione ‘Basso Profilo’ hanno appurato come la consorteria ‘ndranghetista, nelle persone di Antonio Gallo, Tommaso e Saverio Brutto, Antonino Pirrello e Natale Errigo, abbia “manifestato la propria ingerenza anche in occasione delle elezioni politiche del marzo 2018, per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nel corso delle quali ha stipulato un “patto di scambio” con il candidato Francesco Talarico, consistente nella promessa di “entrature” per l’ottenimento di appalti per la fornitura di prodotti antinfortunistici erogati dalla sua impresa e banditi da enti pubblici economici e societa’ in house, attraverso la mediazione dell’europarlamentare Lorenzo Cesa in cambio della promessa di un ‘pacchetto’ di voti”. Secondo la Procura “Talarico incontrava Natale Errigo, imparentato con esponenti della cosca De Stefano/Tegano di Archi i quali gli confermavano il sostegno elettorale. Errigo facendosi chiarire esplicitamente, tramite Gallo, la necessita’ che i patti venissero onorati, il tutto in cambio di utilita’ consistite, oltre a quelle gia’ pattuite con Gallo e Brutto, in altrettante entrature nel settore degli appalti per Natale Errigo – consulente aziendale e referente di imprese che intendeva favorire – e Antonino Pirrello, titolare di impresa di pulizie con commesse in enti pubblici”. Come e’ noto, scrive la Procura, “le elezioni si sono concluse con un ottimo risultato (il secondo ma non eletto) per il capolista nel collegio uninominale di Reggio Calabria che, sebbene non eletto, e’ poi diventato assessore esterno al Bilancio e Politiche del personale della Regione Calabria, giunta Santelli”. Oggi Natale Errigo, destinatario di misura cautelare in carcere per il reato di scambio elettorale politico-mafioso, risulta essere stato nominato nella struttura del Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19 e fa parte del team per la gestione della distribuzione cui e’ affidata, per l’appunto, la distribuzione dei prodotti (mascherine, dispositivi per la sicurezza individuale, il vaccino anti covid) nonche’ il contatto con i fornitori e con le strutture destinatarie. (Dire) 

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