25/02/2021

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Cesare Mulè: il ricordo di Guido Rhodio


La famiglia, gli amici e i conoscenti sanno l’amarezza e la commozione con cui, appurando la sua dipartita, accetto la separazione fisica da Cesare Mulè, con il quale fin dai primi passi mi sono accompagnato nella vita politica e in quella culturale della nostra regione. Cesare è stato sempre un protagonista e un fervente attore negli scenari che hanno dischiuso, in Calabria e a Catanzaro, negli ultimi ottanta anni, la vita democratica del dopoguerra e soprattutto il filone culturale con cui vi ha partecipato, con ammirevole fedeltà, compostezza e umiltà, anche con lungimirante visione dei problemi e dei loro sbocchi; sempre in aderenza ai valori democratici e all’ispirazione cristiana. Cesare Mulè, anche in politica, infatti, “ragionava”, non rumoreggiava, non faceva chiassate e sceneggiate; non contava i numeri o le truppe, ma, ossequiente al metodo di Moro, andava alla sostanza delle questioni, le analizzava e ne proponeva le soluzioni, libero sempre da interessi personali o consorterie devianti.Eppure era e fu giovane e uomo di grande intuizione e sensibilità politica, ricoprendo fin da giovanissimo ruoli organizzativi nel partito e nelle sue battaglie democratiche e civili, come quelle intraprese per i contadini e nelle azioni del sindacato agricolo, e poi nella Spes (Servizio propaganda della Dc) e nella vita pubblica, come amministratore provinciale e poi sindaco di Catanzaro dal 1978 al 1980, successore del “colosso” senatore Fausto Bisantis. Scelse e privilegiò costantemente la linea dell’apporto culturale – una scelta spesso ostica per gli arrembaggi politici – e fu mentore e principale riferimento per essa, divenendo ricercatore e scrittore insostituibile della storia del nostro territorio con saggi e libri apprezzatissimi, dei quali ricordo, tra quelli che mi sono più cari, “Scyllacium prima urbium Bruttiorum” (Ed. Ursini), e soprattutto quello dedicato ai primordi del partito dei cattolici, “Democrazia Cristiana in Calabria, 1943-1949”. Mi stringo in questo momento dolorosissimo, con affetto e amicizia rinnovati, alla inseparabile signora, mia cara collega di studi e di insegnamento, e a tutta la sua famiglia.

GUIDO RHODIO

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