Si è riunito stamane a Squillace il consiglio comunale, presieduto da Paolo Mercurio. In apertura, il consigliere di opposizione Giuseppe Facciolo ha annunciato di abbandonare il gruppo “Squillace in Movimento” e di costituire un gruppo a parte. «Nei giorni scorsi – ha spiegato – per palesi divergenze su come fare opposizione, ho lasciato il gruppo politico Squillace in Movimento. Poiché il gruppo consiliare Squillace in Movimento è l’espressione del movimento politico, per coerenza e per non mettere in difficoltà l’amica Anna Maria, ho deciso di non farne più parte. Voglio credere e auspico che sia una momentanea divergenza di opinioni e non un addio. Ben vengano i momenti di confronto. Non sempre la si deve pensare allo stesso modo in un gruppo e non sempre bisogna credere nelle stesse idee. Sono convinto che, anche se in questo momento le nostre strade, Anna Maria, sono divergenti nel prossimo futuro torneranno a convergere perché l’obiettivo è comune: il bene degli squillacesi. Pertanto, continuerò a svolgere il mio ruolo di consigliere di opposizione, facendo parte del gruppo misto di nuova costituzione». Il consiglio ha poi discusso sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio e la variazione di assestamento generale per l’esercizio finanziario 2020. Dall’analisi dei dati di bilancio lo stesso revisore dei conti ha rilevato che le maggiori entrate accertate sono state desunte dagli avvisi di accertamento, inviati durante l’esercizio, per Imu e Tasi, dai ruoli coattivi per la Tosap, per fitti e per sanzioni in base sia ai regolamenti comunali che al codice della strada; la quota di avanzo, pari a 164 mila euro, inoltre, si riferisce alla somma vincolata per minori entrate da riduzione per emergenza Covid e spese per il censimento Istat e alla quota libera finalizzata alla copertura dei debiti fuori bilancio. Il sindaco Pasquale Muccari ha parflato di bilancio sano e frutto di una gestione amministrativa molto oculata. «La rinegoziazione dei mutui, tra l’altro – ha aggiunto il sindaco – ci ha permesso di recuperare almeno 100 mila euro». La consigliera Anna Maria Mungo ha dichiarto che «premesso che, come già ampiamente rilevato e discusso nelle precedenti sedute consiliari, tanto in sede di approvazione del bilancio consuntivo e preventivo, quanto, oggi, per il riequilibrio di bilancio, si ritiene con fermezza che l’approvazione spetti agli organi che hanno formato il documento contabile di cui si discute. Sul piano politico votare a favore significherebbe avallare un percorso amministrativo discutibile e soprattutto non condiviso, anche alla luce del mancato coinvolgimento della opposizione, esclusa da ogni forma di partecipazione. Ogni singola posta di bilancio o del riequilibrio, in particolare le previsioni di uscita, la destinazioni dei proventi, rappresentano il frutto di scelte unilaterali della maggioranza, di cui non si conoscono gli obiettivi se non al momento della sua presentazione ai fini dell’approvazione. Puntualmente l’opposizione, a ridosso della seduta consiliare, è costretta a chiedere lumi all’ufficio finanziario, che fortunatamente fornisce i chiarimenti necessari per far comprendere sommariamente, atteso il breve lasso di tempo, l’andamento economico dell’ente. In assenza di concertazione è difficile per l’opposizione stabilire la congruità o la necessità di somme stanziate in bilancio per l’effettuazione di determinate attività o la mancata previsione di esse. Non aiuta in questo contesto la poca chiarezza da parte del sindaco che addirittura vanta l’esistenza un tesoretto da poter impegnare, contrariamente a quanto affermato scientemente dal rag. Facciolo che, in maniera prudenziale, parla invece di cifre accantonate non spendibili. In un’ottica di collaborazione il sindaco avrebbe dovuto o potuto, laddove possibile, dar seguito alle richieste evase, che sono state tante, in ultimo, quella di investire una piccola parte di questo tesoretto per acquistare test Covid, come hanno fatto i paese limitrofi, per di più potendo contare, nel suo caso, dell’ausilio di professionisti, medici, biologi e di una struttura sanitaria presente sul territorio. Questo è il senso della collaborazione che non è mancata da parte nostra, soprattutto in questo periodo contingente e di estrema difficoltà, è maggiormente l’abbiamo dimostrato nei mesi del lockdown cosi come in questi giorni. Non ci siamo sottratti ad accogliere favorevolmente la richiesta di qualche giorno fa del rag. Facciolo di poter apportare le variazioni al bilancio dovute all’aggiunta di nuova entrata e spesa a seguito dell’assegnazione al Comune di risorse per solidarietà alimentare, coscienti che l’impiego di queste risorse per la collettività deve essere garantita celermente. Ed ancora, pur consapevoli che il deposito fuori termine del parere del revisore dei conti costituisce violazione del regolamento del consiglio comunale, che prescrive l’obbligo di depositare la documentazione completa per ciascun oggetto all’ordine presso l’ufficio di segreteria almeno due giorni prima della data fissata per la riunione, non abbiamo sollevato alcuna pregiudiziale, avendo riscontrato che la richiesta del parere era stata inoltrata dal rag. Facciolo giorno 19 novembre». Per il consigliere Giuseppe Facciolo, sarebbe auspicabile il coinvolgimento di tutti i consiglieri nella predisposizione dei bilanci e soprattutto il coinvolgimento dei cittadini, per arrivare al cosiddetto “bilancio partecipativo”. Per Facciolo, si poteva fare di più considerato il momento difficile che stiamo attraversando (fondo per persone in difficoltò, acquisto tamponi rapidi, le case dell’acqua, il recupero del centro storico, i murales, interventi per il lungomare e in materia di turismo, iniziative per giovani imprenditori ed energie rinnovabili). Dal canto suo, il consigliere di ”Tuttinsime per Squillace” Enzo Zofrea, assente il capogruppo Oldani Mesoraca, ha specificato di essere «ben consapevole delle difficoltà che in generale le amministrazioni locali trovano nel far quadrare i propri conti, e nel predisporre la propria programmazione economica. Tra l’altro il momento storico che stiamo vivendo, connotato da una crisi economica persistente, con riflessi pesanti e costanti sui cittadini, impone agli amministratori locali di adoperare la massima sensibilità e la massima attenzione nella gestione della cosa pubblica. Tuttavia oggi, noi dovremmo votare un documento che risulta, a primo acchito, un mero documento di tipo tecnico-finanziario e cioè la ricerca, attraverso numeri e addizioni e sottrazioni, di quell’equilibrio necessario dal punto di vista normativo, senza nessun riscontro di progettualità politica contestualizzata al territorio, ma soprattutto a questo particolare momento di difficoltà economico-finanziaria per le famiglie e le imprese. Un documento privo di idee, lontano da novità e senza alcun indirizzo politico chiaro sul futuro della nostra comunità. Nei bilanci si deve leggere la politica e qui non troviamo nulla o poco sui servizi sociali, sullo sviluppo economico, sulle politiche per il lavoro, sulla protezione civile. Svegliatevi consiglieri, nei vostri bilanci di politica non vediamo nulla. Nell’ultimo anno, e a maggior ragione in questo periodo, a Squillace si è rilevato un aumento delle richieste di sostegno economico al reddito insufficiente. Non nascondo che sono estremamente preoccupato per la condizione in cui versano le famiglie e le attività economico produttive presenti sul nostro territorio. Ripetute sono le situazioni di disagio. A Squillace non solo aumenta l’esclusione sociale, ma anche la diseguaglianza sociale. Esiste un citazione della corte costituzionale che ritengo particolarmente adatta in questo contesto: “È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione”. In sostanza, prima i diritti poi i vincoli di bilancio. L’equilibrio di bilancio, che pure costituisce un obiettivo primario per gli enti che erogano i servizi, deve garantire quindi quel “nucleo incomprimibile di garanzie minime” allo scopo di rendere effettivo il godimento dei diritti fondamentali, sacrificando, nel caso di insufficienza delle risorse, le spese facoltative. Dietro questi numeri che appaiono difficili occorre fare delle riflessioni e considerazioni importanti. La prima domanda che occorre farsi è: quale sia stata la politica sottesa a questa salvaguardia di bilancio. Le scelte che sono state fatte finora hanno garantito davvero a tutti, quei diritti indispensabili? Quali provvedimenti ha adottato questa amministrazione per contribuire a contrastare efficacemente l’impatto economico della devastante crisi che sta colpendo l’Italia intera e di conseguenza la nostra comunità? Le scelte dei bonus alimentari, discendono da scelte o da fondi esterni al comune? Al momento mi risulta che questi fondi del governo siano l’unico importo messo a disposizione dei cittadini squillacesi dall’amministrazione comunale, tenuto conto che le altre iniziative di sostegno alimentare sono demandate al buon cuore dei privati. Comprendiamo la difficoltà del momento e chiedo al signor Sindaco un salto di qualità evitando polemiche e chiarendo piuttosto quali siano le somme che il Comune di Squillace metterà a disposizione dei cittadini non solo per i bisogni alimentari ma anche a sostegno dei commercianti e delle piccole imprese. Al momento ci risulta che il Comune di Squillace per tali categorie abbia messo a bilancio zero euro. Il comportamento più volte richiamato “del buon padre di famiglia” non giustifica le “non scelte” perché va ricordato che comuni vicini a noi, anche più piccoli, hanno già messo in essere alcune disposizioni come bonus o contributi per famiglie, negozi e imprese già prima degli atti della salvaguardia di bilancio. Il padre di famiglia cerca di supportarla la famiglia, di prodigarsi per i propri figli non cerca di paralizzare la situazione incolpando il resto del mondo. Un buon padre di famiglia non fa soffrire i suoi figli con la promessa che poi magari domani qualcosa arriverà, si tira su le maniche, lavora e rischia anche di suo. L’impressione è che ancora una volta questa amministrazione non abbia avuto quel coraggio ma soprattutto quelle intuizioni per valutare accuratamente le priorità e le esigenze dei nostri concittadini, in modo da utilizzare al meglio, le nostre scarse, ma ancora presenti risorse. Anche qui a Squillace c’erano tutte le condizioni per fare delle disposizioni. Per questo motivo, per i presupposti e le scelte mancate ben prima di questa salvaguardia, ripeto, dal punto di vista finanziario perfetta, ho deciso di votare contro. Non contro Squillace, non contro gli uffici competenti che hanno fatto un buon lavoro e che ringrazio, ma contro la filosofia e la politica». Ben dieci punti dell’ordine del giorno sono stati dedicati al riconoscimento di debiti fuori bilancio. Questi riguardano sentenze emesse dal giudice di pace e una dal tribunale relativamente a opposizioni a verbale di contestazione e a risarcimento di danni. È stata ratificata anche la delibera di giunta su una variazione di bilancio relativa alla dichiarazione di una nuova e maggiore entrata: si tratta del contributo di 15 mila euro ottenuto dal Ministero dell’Interno per interventi di adeguamento e adattamento funzionale degli spazi e delle aule didattiche in conseguenza dell’emergenza sanitaria in atto. Un altro punto che doveva essere discusso era l’approvazione del regolamento per il servizio di raccolta a domicilio dei rifiuti ingombranti, ma è stato ritirato e sarà portato nella prossima seduta. Secondo il consigliere Zofrea, così come era stato predisposto avrebbe costituito un ulteriore balzello per i cittadini.
Carmela Commodaro

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