Nell’ambito della discussione alla Camera del decreto Agosto, il governo ha dato parere favorevole ad un ordine del giorno del deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, con cui si chiede l’impegno a procedere ad assunzioni nel corpo della Polizia Penitenziaria, anche mediante lo scorrimento fino ad esaurimento delle graduatorie vigenti, al fine di garantire il mantenimento della sicurezza e l’ordine all’interno degli istituti di pena, e l’incolumità della popolazione carceraria. “Spero che il governo – commenta Wanda Ferro – faccia ora seguito all’impegno assunto in Parlamento, considerata la particolare delicatezza della situazione all’interno delle strutture carcerarie, che abbiamo tentato di approfondire anche in Commissione antimafia, dopo le numerose scarcerazioni per covid di pericolosi criminali. Abbiamo chiesto, inascoltati, l’adozione di protocolli uniformi per garantire la sicurezza negli istituti carcerari, non solo sotto il profilo sanitario. Ricordiamo le rivolte avvenute nelle carceri e le ripetute aggressioni al personale della Polizia penitenziaria, che continua a lavorare sotto organico e con pochi mezzi. Preoccupano inoltre la parole del procuratore di Napoli Giovanni Melillo che, nel corso dell’audizione in Commissione Antimafia, ha denunciato che in alcune carceri del territorio ‘lo Stato esercita una assai limitata capacità di controllo. Sono fuori controllo, vi dominano le organizzazioni mafiose’ e che ‘in alcune carceri vi sono autentiche piazze di spaccio’. Da tempo i sindacati di categoria sollecitano l’impegno del governo, denunciando le carenze di personale, le turnazioni massacranti, gli straordinari non pagati. Ancora più preoccupante è l’aumento dei contagi giornalieri nelle carceri, che secondo i sindacati ‘potrebbe portare al verificarsi di nuove forme di protesta inscenate dalla popolazione detenuta, con tutte le nefaste conseguenze che purtroppo abbiamo già avuto modo di vedere’. E’ doveroso che gli uomini e le donne della Polizia penitenziaria sentano lo Stato al loro fianco non con parole di solidarietà ma con provvedimenti concreti”.

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