13/08/2020

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La storia di Squillace in un’opera teatrale di Ulderico Nisticò

SQUILLACE – Menesteo, fondatore di Scillezio, Cassiodoro, Brunone di Colonia, la guerra del Vespro del 1282, Enrichetta Ruffo e Antonio Centelles, i vescovi Sirleto, la prigionia di Tommaso Campanella, i Borgia, Francesco, viceré del Perù, Giuseppe de Gregorio, primo ministro in Spagna, fino a Florestano e Guglielmo Pepe. Ha spaziato, a volo d’uccello, su varie vicende della grande storia di Squillace lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Ulderico Nisticò messo in scena ieri sera nella splendida cornice del castello normanno-svevo di Squillace. Il titolo: “I muri e le anime. I normanni Ruggero e Giuditta”, a cura della Pro loco e del Comune, con il patrocinio de “I Giardini di Hera”. Lo spettacolo, di cui una versione è stata rappresentata lo scorso 22 luglio a Soverato, è la riedizione ampliata dell’omaggio a Lina Wertmuller del 2012, dato a sorpresa nella spianata del castello di Squillace. È stata raccontata la vicenda d’amore tra Ruggero e Giuditta: Ruggero I d’Altavilla, morto nel 1101, s’innamorò di Giuditta d’Evreux, nobilissima e superba fanciulla, e per ottenerla divenne granconte di Calabria e Sicilia. Gli attori impegnati nello spettacolo sono stati Ljdia Musso (prologo ed epilogo), Angela Varì (Giuditta), Pino Vitaliano (il granconte Ruggero), Sandro Mauro (la guida); le musiche composte ed eseguite da Maria Melody Veraldi. Tra tutte le “cose” che succedono, Ulderico Nisticò, dunque, sceglie di parlare di storia genuina, storia vera. «Storia di Squillace – afferma lo storico – significa almeno tremila anni: Menesteo, re di Atene e reduce dalla Guerra di Troia, fonda Scillezio; i Romani vi deducono la colonia di Minerva Scolacium; Nerva la rifonda come Colonia Minervia Nervia Augusta Scolacium; l’area archeologica, ottimamente tenuta e valorizzata dal Mibact, mostra un ricco museo, e teatro, anfiteatro, foro, portico eccetera; Cassiodoro vi nacque, e vi tornò per fondare i suoi istituti di cultura e santità; la sede vescovile è attestata almeno dal V secolo: ricordiamo, tra i vescovi, il cardinale Sirleto; attorno alla diocesi, un centro culturale e un seminario; è probabile un insediamento arabo, poi eliminato da Niceforo Foca nell’888; è contea normanna, poi dei Ruffo, poi dei Borgia; ricordiamo, tra i feudatari: Pietro II Ruffo; Enrichetta Ruffo e Antonio Centelles; Jofrè Borgia e Sancha d’Aragona; Francisco Borgia viceré del Perù; Giuseppe de Gregorio primo ministro in Spagna; notevoli i fratelli Pepe: ma a loro dedicammo, e replicheremo, un altro lavoro teatrale».
Carmela Commodaro

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