26/10/2020

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“Abolire il numero chiuso alle Facoltà di Medicina e Chirurgia”, la proposta di Ordine e Fondazione degli Architetti della provincia di Catanzaro

CATANZARO –  “L’accesso a numero chiuso alle Facoltà di medicina e chirurgia ha dimostrato tutti i suoi limiti: medici di base sotto organico con sedi vacanti in molte comunità, medici insufficienti rispetto alle necessità, guardie mediche ridotte, sistema sanitario in crisi ed in affanno per arginare le conseguenze del Covid-19. In pratica, un sistema da ripensare e riorganizzare che porti a riequilibrare la domanda di sanità pubblica con l’accesso libero  alle professioni mediche, di cui il paese ha bisogno”. E’ quanto affermano il presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Catanzaro, Giuseppe Macrì, e il presidente della Fondazione Ordine Architetti Catanzaro, Eros Corapi. “La pianificazione degli accessi alle Facoltà di Medicina e Chirurgia basata su verifiche generiche a quiz, ha limitato le iscrizioni  rispetto alle necessità e alle legittime aspirazioni di molti studenti che si sono visti sbarrare la strada alle professioni mediche con una forte ed ingiustificata limitazione che oggi è messa in discussione dall’evidenza dei dati – affermano Macrì e Corapi -. Abbiamo affidato la verifica delle competenze di base ad un sistema che poggia esclusivamente su  questionari a risposta multipla, che di fatto,non va ad accertare l’effettivo grado di preparazione del candidato, ma si limita solamente a regolare numericamente le iscrizioni, con un sistema da slot machines che molte volte premia i più fortunati, non sempre i più preparati”. “Vanno da subito potenziate le strutture formative e potenziate le sedi universitarie di medicina e chirurgia, di modo che possano fare fronte alle maggiori esigenze del sistema sanitario emerse già da anni e sistematicamente  ignorate. Potenziare la medicina territoriale – concludono Macrì e Corapi –  è una necessità che si concretizza anche con il libero accesso alle Facoltà di Medicina e Chirurgia, seguito da una formazione rigorosa basata sul merito,  con verifica delle competenze effettuata durante il corso degli studi e non come oggi avviene, limitando gli accessi prima di conoscere l’effettiva preparazione degli studenti”.

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