CATANZARO –  La decisione del Governo nazionale di riaprire le attività di acconciatura ed estetica il prossimo 1 giugno non può che destare molte perplessità per le modalità e le difficoltà che andranno ad acuire la profonda crisi in atto nel settore, già indebolito da abusivi e irregolari. Per questo, Confartigianato Imprese Calabria ha inviato una lettera aperta a tutta i parlamentari calabresi perché si attivino sul Governo per fare ripartire prima il settore. La richiesta è stata indirizzata anche alla presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, e al vice presidente con delega all’artigianato, Antonino Spirlì: obiettivo è quello di fare ripartire il prima possibile le aziende del benessere che in Calabria conta quasi 12.000 imprese. “Non c’è tempo da perdere – sollecita Confartigianato -. In queste settimane abbiamo registrato le tante preoccupazioni del settore ma nell’ultime settimane si era accesa una speranza. In questi ultimi giorni stiamo registrando invece rabbia e sconforto. Molte imprese non riusciranno ad affrontare un altro mese senza incassi e senza sostegni economici”. “L’apertura a giugno è incomprensibile. Le imprese – commenta il presidente di Confartigianato Calabria, Roberto Matragrano – hanno affrontato questi mesi con assoluto rispetto delle decisioni assunte e grande senso di responsabilità. Ma l’ulteriore sacrificio con richiesto non è giustificato. Abbiamo elaborato tramite la categoria una proposta consegnata al Governo sulle misure di sicurezza da adottare nello svolgimento dell’attività”. “Prolungare di un mese la chiusura significa boom degli abusivi – sostiene ancora – Confartigianato -. E sarà difficile evitare ripercussioni sull’occupazione. La categoria non è d’accordo, è arrabbiata e sconfortata. Nell’ipotesi di una espansione del sommerso in questo comparto che, nel corso del lockdown, portasse gli abusivi ad erodere quote del mercato regolare, si determinerebbe un ulteriore spiazzamento delle prestazioni delle imprese regolari che, anche nel mese di riapertura, registrerebbero una riduzione del fatturato potenziale. Sulla base di queste valutazioni per il settore acconciatura ed estetica si stima una perdita economica nell’arco dei tre mesi di marzo, aprile e maggio pari a 1.078 milioni di euro (31 milioni in Calabria), pari al 18,1% del fatturato annuo, con potenziali pesanti ripercussioni sull’occupazione: i mancati ricavi, infatti, mettono a rischio il lavoro di 49 mila addetti del settore”. “Non si comprende la logica dietro alcune decisioni – afferma il segretario regionale della Confartigianato, Silvano Barbalace -. Avevamo già contestato il blocco di altre categorie, ma oggi, con tutto il rispetto per la cultura, non comprendiamo come possano riaprire i musei che portano aggregazione e non una categoria che invece da anni ha consolidato sicurezza e controlli negli ambienti di lavoro”.

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