Squillace: diatriba su apertura del castello normanno

SQUILLACE – «Numerosi cittadini, ma sopratutto i turisti che incontriamo per le vie della nostra Squillace ci segnalano un problema, non di poco conto: l’impossibilità di poter visitare il nostro castello nelle diverse ore del giorno perché è chiuso». Lo denunciano i consiglieri di opposizione del gruppo “Tuttinsieme per Squillace”, Oldani Mesoraca ed Enzo Zofrea. «Sembra che esso – aggiungono – possa essere fruibile solo se la persona responsabile dell’ente “gestore dei servizi aggiuntivi al turista”, viene informata con largo anticipo. Il turista, a volte anche straniero, come fa a conoscere queste regole restrittive che certo non si addicono ad una città a vocazione turistica? Come fa un turista che, proprio perché tale, viene in giorni ed ore diverse, a sapere che il nostro castello, dal mese di ottobre a quello di aprile è aperto, per poche ore, solo il sabato e la domenica; nel mese di maggio è aperto solo martedì, giovedì e venerdì, dalle dieci alle tredici e sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19? E d’estate? Ancora peggio: da giugno a settembre, quasi da non credere, è aperto solo martedì e domenica dalle 10 alle 13. Inoltre, nei giorni di Natale, S. Stefano, Capodanno e Pasqua, mentre nel resto del mondo i musei ed i luoghi culturali e monumentali sono, ovviamente, aperti al pubblico, il nostro castello resta chiuso». Rivolgendosi al sindaco di Squillace, i due consiglieri chiedono: «considerato che è di prossima scadenza la convenzione in atto con un’associazione esterna, che avrebbe dovuto curare con serietà i servizi del castello, non sarebbe opportuno pensare in tempo ad una soluzione diversa per l’affidamento di questo servizio, magari con uno sguardo ai giovani preparati, capaci e disoccupati di Squillace?». «Non ci si può appropriare del castello – concludono – imponendo le proprie regole, senza alcun controllo, accendendo le luci a proprio piacimento e, addirittura, tenerlo chiuso le domeniche ed i giorni festivi». La società di gestione del castello, “I Giardini di Hera”, di contro, fa sapere che Mesoraca e Zofrea «nella fattispecie hanno preso un vistoso abbaglio sostenendo che la società che si occupa dei servizi aggiuntivi al turista, non renda fruibile il castello ai visitatori mantenendo lo stesso quasi sempre chiuso. Sarebbe stato auspicabile che si fossero premurati di leggere la convenzione, sottoscritta dal Comune di Squillace e dalla società “I Giardini di Hera srl”, che disciplina il contratto di gestione dei servizi all’interno del castello, in cui tra i vari adempimenti sono cristallizzati anche i calendari di apertura, con i relativi orari, per i vari periodi dell’anno e che non sono pertanto frutto di scelte discrezionali ed arbitrarie della società in questione ma rispondono ad indirizzi precisi dettati dall’Ente, in armonia con la legislazione vigente in materia, tenuto conto anche della conformazione del castello, in cui gli spazi visitabili sono quasi tutti all’aperto e nelle giornate di pioggia e di vento diventa difficile oltre che pericoloso potervi accedere». Secondo la stessa società, «appare assolutamente infondata la contestazione del calendario di apertura estiva che secondo i relatori in parola sarebbe circoscritto a soli due giorni a settimana e addirittura solo al mattino quando invece è di evidenza pubblica che in estate il castello resta aperto tutti i giorni della settimana, compreso il lunedì che sarebbe giorno di chiusura, sia al mattino che al pomeriggio proprio per rendere maggiormente fruibile il monumento ai turisti che raggiungono Squillace. Oltre a ciò, a seguito di un accordo verbale con il Comune di Squillace, la società di gestione ha dato la propria disponibilità ad aprire il castello anche al di fuori dei giorni e degli orari di apertura, previa richiesta, cosi come capita spesso. In merito poi ad una asserita “appropriazione del castello imponendo le proprie regole”, vorremo solo ricordare che la società ”I giardini di Hera” ha semplicemente partecipato ad un bando della Regione Calabria, avendone tutti i requisiti di legge, all’esito del quale è risultata vincitrice, e che le regole di gestione non le impone ma le rispetta». Facendo poi riferimento all’impianto di illuminazione esterna del castello, la società fa sapere che «bisogna rivolgersi al Comune di Squillace, considerato che viene attivato esclusivamente su esplicita richiesta dell’Ente e non certo a nostro piacimento». «Quanto, infine, alla serietà che secondo i consiglieri di minoranza sarebbe mancata da parte nostra nella gestione dei servizi nel castello», la società risponde che «per nostra fortuna di avviso contrario sono non solo i tanti turisti che dopo aver visitato il castello hanno scelto di recensirci sul libro degli ospiti e sui vari siti collegati al monumento (Google, Tripadvisor), ma gli stessi squillacesi con i quali abbiamo instaurato fin dall’inizio un rapporto di sincera e fattiva collaborazione. Basta chiedere alle associazioni di Squillace, ai mastri ceramisti, ai ristoratori, alle agenzie di viaggio, alle scuole, ai giovani che hanno svolto presso di noi i tirocini formativi, alle decine di sposi che hanno finalmente scelto il castello per coronare il loro sogno d’amore, agli artisti che si sono esibiti in decine di concerti, agli autori e giornalisti che hanno presentato qui i propri libri e al FAI, con cui organizziamo le mattinate d’inverno per le scuole. Tutto ciò e molto altro, mentre il castello era “chiuso”». «Ciò posto – conclude la nota di risposta – continueremo nel nostro lavoro con impegno, dedizione e serietà fino alla scadenza naturale del contratto, ricordando a noi stessi che il castello di Squillace appartiene al patrimonio culturale italiano e non è certo di nostra proprietà. Noi siamo solo di passaggio».

Carmela Commodaro

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