Amaroni, iniziativa sul linguaggio della violenza

AMARONI – Si sono concluse ad Amaroni le manifestazioni della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne con un tavolo di confronto sul tema “Il linguaggio della Violenza – Un segnale d’allarme per la società del III millennio”. L’organizzazione della manifestazione è stata curata dalla consigliera comunale con delega alle Pari Opportunità Cathia Olivadese. Prima dell’inizio dei lavori le signore di “Intrecci”, il progetto per le pari opportunità avviato dalla consigliera Olivadese nell’ambito della omonima delega, hanno distribuito le spille rosse di loro fattura a tutti gli intervenuti. Dopo i saluti del sindaco Gino Ruggiero e l’introduzione della stessa Olivadese, è intervenuto Pippo Capellupo, presidente Unpli Calabria, che ha raccontato un progetto-esperienza in una casa di accoglienza di vittime di violenza in Toscana. Susy Cardamone, psicologa, responsabile del Centro Antiviolenza Mondo Rosa di Catanzaro, ha dialogato con il pubblico, ponendo degli interrogativi per tastare il livello di consapevolezza sulle reali dinamiche della violenza di genere; poi ha lanciato un video che indica nella disuguaglianza tra uomini e donne la genesi di tutto: a corredo del suo intervento, nel quale ha sfatato miti e convinzioni, la testimonianza di una vittima, raccolta al Centro Antiviolenza. Maria Francesca Corapi, assistente sociale ha illustrato i servizi offerti alle donne vittime di violenza da Mondo rosa, in particolare dalla Casa Rifugio, e ha reso noti i dati di una statistica in crescendo che fa paura. Don Antonio Scicchitano, parroco di Amaroni e vice presidente del Centro Calabrese di Solidarietà, è partito dall’affermazione “le parole pesano” per poi fare alcune riflessioni sul linguaggio violento e il cyberbullismo. Francesco Rao, sociologo, ha affrontato il tema della violenza del linguaggio dei social media, ammonendo i genitori sulla convinzione di conoscere bene i propri figli e ribadendo l’importante ruolo degli insegnanti che devono poter assolvere con serenità alla loro funzione. Le conclusioni sono state affidate ad Arturo Bova, presidente della commissione regionale contro la ndrangheta, la corruzione e l’illegalità diffusa. Bova si è soffermato sulla necessità di una maggiore attenzione delle istituzioni verso le politiche sociali, rimarcando l’impegno di quanti operano nelle strutture di accoglienza, con enormi difficoltà, visti anche gli allarmanti dati sulla crescita degli episodi di violenza in danno delle donne. Il dibattito è stato moderato dalla vicesindaca Teresa Lagrotteria.

Carmela Commodaro

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