Squillace Lido, commedia teatrale a cura di Fondazione “Città Solidale”

SQUILLACE – Commedia brillante nei locali della parrocchia di Squillace Lido. “Quattro donne in sala d’attesa” il titolo della commedia che ha visto come protagoniste le ragazze del gruppo appartamento “Sunrise”, gestito da Fondazione Città Solidale Onlus. La manifestazione, ideata da Donatella Galati, educatrice della struttura, ha visto portare sul palco la pièce scritta e diretta dall’artista catanzarese Enzo Colacino. Circa trecento persone hanno così potuto assistere ad uno spettacolo allegro e divertente. La serata, condotta da Francesco Lamanna, responsabile del gruppo appartamento, è stata introdotta dal regista Colacino. «Ci troviamo nella sala di attesa di un medico di base – ha affermato – una scena di vita quotidiana; quattro chiacchiere tra donne poco discrete, rappresentate da ragazze che si sono messe in gioco e, attraverso la recitazione, si sono misurate anche con la timidezza, l’insicurezza e la voglia di crescere. In questi mesi mi hanno regalato molte emozioni e sono felice di essere stato vicino a loro in questa avventura». La bella scenografia realizzata da Egidio Gemelli ha fatto anche da cornice ad altri intensi momenti, di poesia, danza e canto, che si sono susseguiti sul palco durante la serata e che hanno visto sulla scena gli ospiti e gli operatori dei centri diurni per disabili Minozzi di Catanzaro Lido e Cassiodoro di Squillace, due realtà ormai da tempo attive nel territorio che sono riuscite, in poco tempo, ad essere punto di riferimento per tante famiglie del comprensorio. Il gruppo dei disabili ha regalato forti emozioni, quali genuinità, semplicità, intensa gioia, passione, come evidenziato da padre Piero Puglisi, presidente di Fondazione Città Solidale. «Molte volte – ha detto il sacerdote – ci propongono forme di arte che mirano alla perfezione, che sono definite belle perché caratterizzate da competenza e professionalità, ma questa sera abbiamo potuto acquisire consapevolezza che l’arte è bella anche quando chi la costruisce si mette in gioco per come è, senza alcun filtro. Torniamo a casa più edificati e contenti perché questi ragazzi ci hanno regalato un sorriso, trasmesso gioia, insegnato che la vita è più ricca se la condividiamo insieme a chi ci sta vicino, anche se diverso da noi o dai canoni culturali che ci vengono proposti». La serata si è conclusa con un grande applauso per Micaela, Fabia, Angela, Anastasia e per tutti quelli che hanno potuto dimostrare, attraverso il loro impegno, che per fare arte non bisogna essere perfetti ma basta essere unici e veri, mostrarsi come si è. L’iniziativa si inserisce nel calendario del ventennale di Fondazione Città Solidale.

Carmela Commodaro

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