Squillace, i gruppi di opposizione all’attacco

SQUILLACE – «Stupiti per il diniego che è stato comunicato, da parte del sindaco, relativamente alla richiesta di poter effettuare un sopralluogo ai serbatoi ed alla sorgente che alimentano l’erogazione dell’acqua potabile ai cittadini squillacesi». È questo lo stato d’animo dei consiglieri di opposizione al Comune di Squillace, Oldani Mesoraca e Vincenzo Zofrea, della lista “Tuttinsieme per Squillace”, e Anna Maria Mungo e Luca Occhionorelli, della lista “Squillace in Movimento”. «Il primo rifiuto – scrivono i quattro – è venuto dal comandante dei vigili, il quale ha scritto che il suo ufficio non “dispone di chiavi per l’accesso ai beni comunali (acquedotti)”. In data 12 agosto scorso, lo ha fatto il sindaco il quale, rispondendo ad un’altra ulteriore richiesta, citando la normativa del Tuel che, nello specifico fatto, direbbe qualcuno, “nulla c’azzecca”, ha negato ai quattro consiglieri di opposizione di svolgere il loro ruolo di controllo e vigilanza sull’attività dell’amministrazione comunale». I consiglieri dell’opposizione si chiedono perché questa caparbietà nell’impedire un normale sopralluogo che, a nulla dovrebbe portare, se le cose sono in regola. «Allora – affermano Mesoraca, Zofrea, Mungo ed Occhionorelli – considerato che l’intera vicenda ci appare quanto mai strana e misteriosa, riteniamo di esporre quanto è avvenuto anche al Prefetto, poiché è in discussione l’igiene pubblica e la salvaguardia della salute di un’intera popolazione». Intanto, i consiglieri Mesoraca e Zofrea, dopo la replica del sindaco Muccari al loro intervento sull’emergenza loculi al cimitero di Squillace, esortano il primo cittadino ad «abbandonare il linguaggio scurrile che gli è proprio e non offenda l’intelligenza dei cittadini; di tutti i cittadini, di quelli che l’hanno votato (la minoranza) e di quelli (la maggioranza) che non l’hanno votato». «Non ci piace questa via – aggiungono – e quindi, non vogliamo prendere in considerazione, sotto l’aspetto legale l’espressione “sciacalli” che ha voluto usare, sulla stampa, nei nostri confronti su un argomento, quello delle salme che ancora, dopo circa un mese, restano senza una collocazione. Abbia, lei sì, rispetto almeno di chi non c’è più! Noi, come si vede dai documenti, dai comunicati, dalle interrogazioni, dagli interventi in consiglio comunale, poniamo problemi seri, offrendo la nostra disponibilità alla collaborazione. La risposta è sempre la stessa: l’offesa, la superficialità e la incongruenza con i fatti che denunciamo. Signor sindaco, dall’alto della sua esperienza quarantennale di consigliere comunale, la smetta di essere arrogante, lei lo sa meglio di tutti che fa male anche alla salute, e risolva almeno questo problema urgente per dare dignità a chi non può difendersi! Per esempio, perché non comincia ad utilizzare gli oltre 100mila euro incassati per la vendita di alcuni loculi, magari cominciando a “pulire” da erbacce e quant’altro il cimitero, che sta diventando al limite dell’agibilità?».

Carmela Commodaro

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