Squillace, assegnato il premio “Cora Randa 2019”

SQUILLACE – Un riconoscimento a quelle persone che nella vita quotidiana si prodigano per dare una mano agli altri senza pretendere nulla in cambio. E’ il premio “Cora randa” (cioè “cuore grande”), istituito dall’associazione “Bibbidi Bobbidi Boo”. Durante l’anno viene chiesto agli abitanti del luogo di dare la propria opinione su chi, secondo loro, potrebbe meritare questo ideale “grazie”; il maggior numero di citazioni va a stabilire il più meritevole. Nel corso delle edizioni passate sono stati ringraziati Adriana Mantella, Carmela Mellace, Pina La Luna, Sara Commodaro, Maria Teresa Cristofaro, Sebastiano Spadaro, Massimiliano Gagliardi, Maria Mirarchi. Nominati dai cittadini. Ringraziamenti speciali”, cioè dato direttamente dall’associazione, sono andati a Paola Cannistrà e a don Peppino Megna. Quest’anno, quinta edizione, l’evento si è svolto il 10 agosto durante una serata “tra amici”, tra sorrisi, balli, canti e serenità. Il riconoscimento è andato a Beatrice Russomanno.  Il premio speciale è stato assegnato ad Antonio Pittelli ed i “Sognattori” di Soverato, che portano il loro talento di attori nelle carceri, case di riposo e strutture sociali, e a Genny Pasquino, di Guardavalle, che si occupa di minori, creando una biblioteca per bambini nel suo paese ed altre sta contribuendo a farle nascere. L’orafo squillacese Luigi Mungo ha offerto le targhe, mentre il giovanissimo Giuseppe Bertolotti è stato l’atteso ospite della serata con la sua chitarra. «Il tutto – spiega Seby Spanò, artefice dell’evento – è stato creato per dire grazie a chi fa del bene in gratuità e in silenzio, ed anche per dare un esempio visibile ai giovani di come questo bene ancora esiste in mille sfaccettature e mille volti diversi. “Ho imparato che le persone possono dimenticare ciò che hai detto, possono dimenticare ciò che hai fatto ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire”: questo è il pensiero scritto sulla targa del premio. Mi preme, comunque, sottolineare che in realtà non si tratta di un vero e proprio premio, ma di un modo “altro” di ringraziare. Lo scopo è quello di creare pensieri positivi e stimoli altruistici in un mare di messaggi che indottrinano al “predominio e all’io”».

Carmela Commodaro

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