Squillace, la festa e la storia del culto verso la Madonna del Carmelo

SQUILLACE – Tutto pronto a Squillace per i solenni festeggiamenti in onore della Madonna del Carmelo, che si venera nella chiesa della parrocchia di San Pietro. Il programma religioso ha avuto inizio il 7 luglio con il novenario di preparazione: ogni giorno fino al 15 luglio, alle ore 18, Santo Rosario, canto delle litanie, corona della Madonna del Carmelo e celebrazione eucaristica. Ieri, giornata mariana, celebrazione eucaristica anche di mattina e supplica alla Madonna. Lunedì 15 luglio, vigilia della festa, alle ore 21.30 si terrà la santa messa in piazza Castello a seguire estrazione lotteria. Martedì 16 luglio è il giorno della solennità. Alle ore 9, celebrazione eucaristica; alle ore 11, santa messa solenne con panegirico, e alle 18, processione per le vie cittadine. Alle ore 24, tradizionale processione del quadro della Madonna, con fiaccolata. Il programma civile prevede, lunedì 15 luglio, alle ore 21, estrazione della lotteria, in piazza Castello. Martedì 16 luglio, in piazza Duomo, una serata musicale con la band “Impressioni di settembre”, ospite d’onore Roberto Carlotto dei “Dik Dik”. Il progetto “Impressioni di settembre” nasce nell’autunno del 2019 a Catanzaro, dall’idea di Piero Dardano ed Emilio Barone, ed ha come obiettivo principale la voglia di tramandare alle nuove generazioni i suoni, i testi, lo stile e le tendenze musicali delle principali band storiche italiane, esponenti del rock progressivo: un autentico omaggio a “Le Orme”, “PFM”, “New Trolls”, “Banco”, rivisitati in chiave fedele all’originale. La festa è allietata dal concerto bandistico “Città di Gimigliano”.
Il nome della Madonna del Carmelo (o Carmine, “Regina decor Carmeli”) trae origine dal monte Carmelo, in Palestina. La diffusione dei carmelitani in Europa avvenne ad opera dei reduci crociati. Il culto della Madonna del Carmelo si diffuse assieme all’attività dei carmelitani con la predica e lo zelo apostolico. Nacquero numerose chiese intitolate alla Madonna del Carmelo o del Carmine. Una delle più antiche è quella trecentesca di Santa Maria del Carmine, a Napoli, chiamata dai napoletani “Madonna bruna”, probabilmente per la veneratissima icona dal colore scuro. In una delle cappelle si trova un dipinto di Mattia Preti che rappresenta la Vergine che dà lo scapolare a San Simone Stock. Nel 1726 Benedetto XII introdusse nella chiesa la celebrazione della festa nella data del 16 luglio. Anche a Squillace l’intenso culto si propagò: qui nacque per opera della principessa Dianora Carafa Borgia il monastero di Santa Maria Maddalena dove è documentato il culto alla carmelitana Santa Maria Maddalena dei Pazzi. La prima notizia storica del culto per la Madonna del Carmelo a Squillace risale ai primi decenni del Seicento, quando è stata eretta nella cattedrale, con il consenso del vescovo Fabrizio Sirleto, una “cappella di Santa Maria di Monte Carmelo”, giuspatronato della famiglia Berlingeri (Squillace-Borgia). Dal 1646 risulta che la famiglia Berlingeri presenta come rettore beneficiario della cappella il chierico Francesco Chillà. Da un documento del 1661 vi era una “chiesa e confraternite maschili e femminili di Santa Maria di Monte Chillà”; procuratore era il signor Antonio Chillà. Non sappiamo quali danni arrecò il terremoto del 1783 a questa chiesa, anche se è documentato che una “nuova chiesa sotto il titolo della Beata Vergine del Carmelo” era in costruzione a spese della confraternita e dei devoti, nel 1791, con l’autorizzazione del re Ferdinando. La parrocchia del Carmine era anticamente ubicata nella parte alta della città adiacente al castello. In seguito al terremoto del 1783 la sede della parrocchia fu trasferita nell’odierna chiesa già sede della confraternita del Carmine. La devozione alla Madonna del Carmine a Squillace fu sempre molto partecipata, la sua festa veniva celebrata in cattedrale forse in ricordo dell’antica cappella che vi esisteva, con la partecipazione dei vescovi. L’ex presidente della Regione Guido Rhodio, in occasione dell’insediamento a Squillace di una comunità di suore carmelitane, ha voluto sottolineare «il plurisecolare attaccamento al carisma e alla devozione del Carmelo, risalente al sedicesimo secolo, con l’antichissima congrega e tramandata dalla famiglia Chillà». La custodia dell’attuale statua dal 1918 è collocata nella parrocchia di San Pietro Apostolo; prima di questa data era custodita presso la famiglia Chillà, perché “la statua lignea della Madonna del Carmelo” era tra i beni ereditati da Giovanni Agazio Chillà (1696-1767).

Carmela Commodaro

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