Sanità, numerosi emendamenti dell’on. Wanda Ferro (FDI) al decreto Calabria. Chiesto lo sblocco del turn-over

Il vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, on. Wanda Ferro, ha presentato 24 emendamenti al “decreto Calabria” sulla sanità, insieme alla collega Maria Teresa Bellucci, componente della commissione Sanità-Affari sociali. L’emendamento più rilevante è finalizzato all’immediato sblocco del turn-over del personale delle aziende sanitarie ed ospedaliere, al fine di assicurare la tutela dei livelli essenziali di assistenza. L’emendamento prevede che il Commissario ad acta debba procedere, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, alla ricognizione dei fabbisogni di personale degli enti del Servizio sanitario della Regione Calabria, e nei successivi trenta giorni stilare la graduatoria delle priorità dei fabbisogni per poi, in deroga a tutte le procedure previste dalla vigente normativa in materia di blocco assunzionale, procedere alla sottoscrizione di contratti di lavoro a tempo determinato attingendo alle graduatorie esistenti, per il profilo richiesto, presso tutti gli enti del Servizio sanitario della Regione Calabria. Nel caso in cui non siano disponibili graduatorie derivanti da procedure concorsuali espletate, il Commissario ad acta dovrà richiedere una terna di nominativi ai competenti Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri e provvedere alla sottoscrizione dei relativi contratti di lavoro. Una serie di emendamenti sono poi destinati a contrastare gli sprechi, ad esempio riducendo emolumenti e rimborsi per i commissari straordinari e fissando criteri puntuali per la determinazione dei compensi, e a rendere più trasparenti e rispondenti a criteri meritocratici le nomine, ad esempio evitando che gli incarichi di vertice possano essere affidati a personale in quiescenza ed ampliando, d’altro canto, il novero dei soggetti ai quali attribuire gli incarichi attingendo anche a soggetti pubblici dotati delle necessarie competenze, o ad esempio consentendo la nomina a direttore amministrativo di personale con capacità manageriali. Un emendamento punta inoltre ad evitare che possa essere nominato un unico Commissario straordinario per più enti del servizio sanitario regionale, e un altro ancora ad evitare che l’attribuzione dell’incarico di Commissario straordinario valga quale esperienza dirigenziale utile all’inserimento nell’elenco nazionale dei soggetti idonei allo svolgimento di tale incarico. Un’altra proposta di modifica punta, attraverso la possibilità di aumentare l’età pensionabile fino al settantesimo anno di età, a sopperire alla carenza di personale medico specialistico che si è manifestata in molte strutture ospedaliere pubbliche a causa del mancato espletamento dei concorsi con conseguente perdita di professionalità da parte della sanità pubblica. Un ulteriore emendamento è finalizzato ad attribuire al Commissario ad acta la gestione diretta dei progetti di edilizia sanitaria da finanziare ai sensi dell’articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, anche in coerenza a quanto previsto dal comma 3 del medesimo articolo che attribuisce al Commissario ad acta l’onere di predisporre un Piano triennale straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento tecnologico della rete di emergenza, della rete ospedaliera e della rete territoriale della Regione. Un altro emendamento punta ad aumentare le risorse finanziarie disponibili per l’ammodernamento tecnologico. Infine alcuni emendamenti sono rivolti a correggere evidenti profili di incostituzionalità del decreto, come ad esempio la non conformità del procedimento di nomina dei commissari delle aziende ospedaliero-universitarie da parte del Commissario ad acta, alle norme che salvaguardano l’autonomia di quelle aziende.

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