MoMe Festival – Momenti di Memoria, presentata la seconda edizione

CATANZARO –  Ritorna il “MoMe Festival – Momenti di Memoria” , la manifestazione punta a valorizzare e comunicare l’identità storico-culturale del territorio che abbraccia la vallata tra Soveria Simeri e Simeri Crichi, l’area che cronache e documenti vogliono essere “l’antica città Trischene. Il Festival è co-finanziato dal PAC Calabria 2014-2020, Azione 1 Tipologia 1.3, ed è realizzato con il Patrocinio di Unione Europea, Regione Calabria, Comune di Simeri Crichi e Soveria Simeri. La seconda edizione – che partirà giovedì 16 maggio – è stata presentata questa mattina nella Sala Giunta della Provincia di Catanzaro alla presenza di Emi Bianchi e Giorgia Boccuzzi, direttrici artistiche dell’evento; Salvatore Bullotta, Responsabile amministrativo Assessorato alla Cultura della Regione Calabria; Amedeo Mormile, sindaco di Soveria Simeri; il vice sindaco di Simeri Crichi, Eugenio Grande; Caterina Zangari, assessore alla Cultura del Comune di Simeri Crichi; Maria Rubino, assessore alle Attività produttive del Comune di Simeri Crichi; Domenico Garcea, consigliere comunale di Simeri Crichi. Si tratta di un progetto multi-culturale che unisce strettamente eventi artistici, paesaggio, beni archeologici, borghi e cultura, per far emergere l’unicità di questi luoghi e la loro storia peculiare. Attraverso un linguaggio contemporaneo e innovativo riemerge l’identità di un sud troppo spesso demonizzato e depauperizzato dalla cultura dominante. Le aree archeologiche e naturalistiche, implementano la forza attrattiva del luogo e attirano nuovi flussi turistici legati a modelli di turismo sostenibile e diversificato. La programmazione MoMe prevede cantieri artistici di formazione, appuntamenti di letteratura, musica, teatro, danza acrobatica, street art, trekking urbano e naturalistico, il coinvolgimento delle associazioni e dei produttori locali. La seconda annualità guarda alla Memoria come dilatazione del tempo e dello spazio, racconti antichi che si affacciano sul presente, attività che si susseguono nel tempo candaliando e scendendo verso il mare. Salvatore Bullotta, responsabile amministrativo dell’Assessorato regionale alla Cultura, ha voluto ricordare che la “Giunta regionale guidata da Mario Oliverio ha messo a disposizione 15 milioni di euro tra eventi storicizzati ma soprattutto ha aperto questi bandi destinati alle attività culturali anche alle progettualità innovative. E questa è stata una rivoluzione copernicana per la rivoluzione in Calabria, per una spesa che in un triennio ha raggiunto quasi 40 milioni di euro”. Un progetto quello che prevede la realizzazione del MoMe “molto interessante – ha detto ancora – che permette di valorizzare un’area che comprende due comuni che hanno molto da dare, che comprende un significativo patrimonio culturale materiale e immateriale, e che permette di sprigionare la creatività dei giovani attraverso l’espressività artistica anche in luoghi un po’ più distanti Di centri urbani dove c’è una incidenza culturale maggiore”. Secondo il sindaco di Soveria Simeri, Amedeo Mormile, questa è una occasione per “dirci che i nostri territori non li conosciamo bene, nel momento in cui non riusciamo a valorizzare in maniera appropriata le ricchezze che hanno. I progetti come il MoMe permettono di avviare un percorso virtuoso di conoscenza dei nostri comuni, anche attraverso sinergie importanti come quelle che il mio comune ha attivato con Simeri Crichi e che ci permettono di riattivare un momento di crescita che punta proprio sulla cultura e sulle bellezze paesaggistiche dei nostri territori”. “Già lo scorso anno abbiamo sposato in pieno l’organizzazione del festival perché abbiamo creduto nelle potenzialità che ha, e può avere – ha detto l’assessore alla Cultura del Comune di Simeri Crichi, Caterina Zangari -. Il progetto punta a recuperare la memoria di luoghi, tradizioni e memorie che caratterizzano il nostro territorio producendo come risultato la tutela e la valorizzazione di un patrimonio cultuale che non può essere dimenticato”. L’obiettivo resta “allargare la platea dei partecipanti che l’hanno scorso comunque sono stati tanti anche attraverso la varietà dei linguaggi artistici che infatti vengono proposti in maniera innovativa”. “La cultura diventa una risorsa su cui fare leva per lo sviluppo dei territori”, ha messo in evidenza il vice sindaco di Simeri Crichi Eugenio Grande. “Pensiamo a quello che è successo lo scorso anno: le nostre comunità hanno potuto conoscere la figura di Cecilia Faragò, nostra concittadin, l’ultima donna ad essere stata processata per stregoneria – ha rimarcato -. Grazie a Giorgia ed Emi abbiamo recuperato una pagina importante della nostra storia da cui potremmo sviluppare economia e turismo”. Un ringraziamento particolate va proprio ad Emi Bianchi e Giorgia Boccuzzi “mente e braccia di questo interessante progetto che puntiamo a storicizzare – ha aggiunto il consigliere comunale di Simeri Crichi Domenico Garcea -. Qualcuno asserisce con al cultura non si magia, in questo momento storico nel nostro Paese, manifestazioni come queste invece proprio mettendo in moto il territorio, e quindi la partecipazione dei cittadini, avviano un percorso virtuoso che porta anche alla crescita economica che ha ricadute sulle attività produttive. Manifestazioni culturali di questo livello coinvolgono le associazioni locali, ma anche attività artigiane, maestranze locali che si occupano di enogastronomia. Non possiamo che parlare anche di una rilevante coesione sociale”. L’obiettivo – secondo l’assessore Maria Rubino – è quello di coinvolgere attività produttive e giovani proprio spiegando il valore sociale ed economico di questa iniziativa che ha tante potenzialità e deve coinvolgere tutti. A Emi Bianchi e Giorgia Boccuzzi il compito di illustrare il festival nel dettaglio. “Questa seconda edizione del Mome Festival vuole focalizzarsi sul concetto di memoria dilatata, che percorre e attraversa gli spazi e il tempo, come un cadenzare costante, una candalìa, una andatura ritmica per non dimenticare e per re-inventare se stessi partendo da ciò che più essenzialmente ci identifica, riappropriarci di radici autentiche per ridisegnare un futuro desiderabile – spiegano le direttrici artistiche -. Durante le fasi di monitoraggio dei progetti, verifichiamo spesso che gli abitanti desidererebbero forme di attrattori culturali che possano ripetersi nell’arco dell’anno, in diversi momenti, non meri eventi, ma ponti tra tempi diversi e spazi diversi, quest’anno abbiamo voluto raccogliere questa sfida, e costruire ponti di memoria, come un ponte è la preziosa unità tra Simeri Crichi e Soveria, come lo è tra la montagna e il mare, il filo conduttore del programma della seconda edizione è quindi la memoria dilatata, nel senso del contenuto, dello spazio e del tempo”. Il festival si svolgerà 16, 17, 18 e 19 maggio, 25, 26, 27, 28, 29 e 30 giugno per chiudere in bellezza il 28 luglio: gli eventi sono segnalati sulla pagina Facebook e sul sito del Festival www.momefestival.it. “Nello specifico – spiegano Bianchi e Boccuzzi – non potevano mancare i cantieri di formazione, la linfa del progetto, poiché formazione equivale a fornire gli attrezzi per cittadini responsabili, consapevoli e critici, quello di musica popolare a cura di Danilo Gatto musicista che da oltre 30 anni si interessa di musica popolare, ambito nel quale si è specializzato sia come musicista che come ricercatore, perfezionando sul campo la conoscenza degli strumenti, del canto, e delle modalità proprie della musica tradizionale calabrese, ottenendo per questo nel giugno 2006 il Premio “Cassano” per l’etnomusicologia. Già componente del gruppo Re Niliu, con il quale ha partecipato ai più importanti festival di musica etnica del mondo, da Mosca a Parigi a Vancouver, fondatore nel ‘95 del gruppo Phaleg, e successivamente dell’Orchestra Popolare Calabrese, che vanta già importanti collaborazioni come quella con Piero Pelù (2009), Simone Cristicchi (2011), Michele Placido (2017), Hevia (2018),cantiere rivolto ai musicisti e aspiranti tali, si svolgerà a Simeri Crichi dal 16 al 18 di maggio; il 17 inizierà invece il cantiere di scrittura a cura di Lorenzo Chirico, archeologo, che da anni conduce ricerche sul territorio , fondatore di APS Asperitas, ci introdurrà in una ricerca di recupero della oralità, di quelle storie che si tramandano, come delle fiabe raccontate la sera al fuoco, 4 storie, 4 racconti che saranno raccontate e ascoltate dai bambini della scuola elementare del complesso Bruno Citriniti, e che diventeranno successivamente un libro. A giugno apriamo un cantiere nuovo, dedicato completamente ai bambini, che attraverso il linguaggio non verbale scopriranno i racconti della piazza, della loro piazza, il cantiere che si svolgerà a Simeri Crichi, è curato da Maria Grazia Bisurgi e Francesco Votano dell’associazione Conimieiocchi, associazione che vanta un solido curriculum di formazione professionale e artistica di rilievo internazionale, e il cantiere di teatro memoria, a cura di Saverio Tavano, che si svolgerà invece a Soveria rivolto a tutti e soprattutto agli ospiti di Salus Mentis che seguono dall’anno scorso tutte le attività del MoMe, sostenuti da Luciano Gagliardi de Ilorazepam, che stanno fra l’altro sviluppando un serio progetto di rieducazione socio-psichica attraverso l’arte. A fine giugno un weekend bizzarro tra teatro, street art a cura di Paola Loprete che realizzerà un murales a Simeri mare dove si potrà anche restare col fiato sospeso grazie allo spettacolo di tessuti aerei air tango di Elena Garufi, per poi ritrovarci con il gran finale nella cornice suggestiva e straordinaria della collegiata di Simeri, che grazie all’accoglienza di don Francesco Cristofaro e don Alessandro Nicastro ospiterà la parte conclusiva del festival, presentazione del testo dei racconti di Simeri, e del calendario dedicato ai martiri della mafia, per non dimenticare, e il concerto di Fabio Macagnino il 28 luglio”.  A corollario come sempre delle attività i trekking urbano a cura di route 106 su Soveria e quello archeologico su Simeri, e prima di ogni evento gli aperitivi a km0 grazie ai quali potremo degustare e conoscere i produttori e i prodotti tipici del territorio, olio, pane, olive, mozzarelle di bufala salumi e formaggi, cereali,e cibi coltivati su queste terre. Un programma ricco, che ha come obiettivo far partecipare la collettività a questo specifico patrimonio regionale, che, come tale, cioè come patrimonio, è valore sociale, storico, culturale ed economico, una ricchezza che non è solo monetaria, è quell’insieme fatto di beni e di modi di fare, di carattere e di personalità, di sapere e di stile che ognuno di noi riceve dalla sua famiglia e dalla sua terra, noi vogliamo coltivarlo come un giardino.

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