Lamezia, fallimenti e intestazioni fittizie: imprenditore ai domiciliari e sequestrati beni e azienda

Il gruppo della Guardia di finanza di Lamezia Terme ha arrestato e posto ai domiciliari un imprenditore Gianfranco Caporale, di 50 anni, già titolare di un’azienda operante nel settore fabbricazione di infissi eseguendo contestualmente il sequestro di beni per oltre 1,2 milioni di euro. L’arresto è stato fatto su disposizione del gip di Lamezia Terme che ha accolto la richiesta della Procura. La ditta, secondo quanto emerso, avrebbe occultato rimanenze di magazzino per oltre 700 mila euro proseguendo l’attività tramite una srl artatamente costituita per tramite di un ex dipendente e legata fittiziamente alla madre dell’imprenditore fallito, amministratore di fatto della società. Inoltre, è stata disposta la sospensione temporanea dall’attività di un professionista, curatore fallimentare, Aldo Larizza, che ha stipulato dei contratti di locazione degli impianti a canoni irrisori dando la possibilità all’imprenditore fallito di utilizzare “in nero” l’impianto oggetto di bancarotta fraudolenta. Le indagini, eseguite dal nucleo operativo del comandante Matteo Boarelli e dal tenente colonnello Clemente Crisci, sono state dirette dal procuratore Salvatore Curcio e dal sostituto procuratore Marta Agostini. Al termine delle investigazioni, l’ufficio di procura ha chiesto ed ottenuto dal g.i.p. alla sede un provvedimento cautelare personale e patrimoniale che prevede: gli arresti domiciliari nei confronti del locale imprenditore, Gianfranco Caporale, cinquantenne lametino; la sospensione temporanea dall’esercizio dell’attività di curatore fallimentare, custode giudiziario e delegato nei confronti del professionista, Aldo Larizza, cinquantenne di Reggio Calabria; Il sequestro preventivo di tutte le attività di impresa riconducibili al fallito, alla di lui madre ed all’ex dipendente della ditta fallita. Il sequestro preventivo delle quote della s.r.l.; Il sequestro preventivo ai fini della confisca diretta o per equivalente dell’importo di euro 1.052.286, 25 nei confronti del fallito; Il sequestro preventivo di tutti i beni costituenti l’azienda fallita e nella disponibilità della s.r.l.; Il sequestro preventivo ai fini della confisca diretta o per equivalente dell’importo di euro 1.217.375,00nei confronti del fallito, quale provento delle vendite in nero.

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