Violenza sulle forze dell’ordine: P.N.F.D, ormai siamo quasi al massacro E Allotta difende con orgoglio le forze dell’ordine!

Un’altra aggressione solo per un rituale controllo.

Un fenomeno – quello delle aggressioni con armi improprie nei confronti degli appartenenti alle forze dell’ordine – sempre più allarmante e in forte crescita. Lo sostiene Ettore Allotta Segretario Generale Provinciale del sindacato di Polizia Nuova Forza Democratica commentando l’ultimo episodio di violenza nei confronti di due Agenti e un vigilantes avvenuto a Torino colpiti da un soggetto con una sbarra di ferro mentre urlava “Allah Akbar.- “Dio è grande” .Quanto successo a Torino ha – infatti – dell’inaudito ma, purtroppo, non è un caso isolato. L’immigrato di 26 anni di origine senegalese era stato già arrestato e nonostante fosse stato raggiunto da due provvedimenti di espulsione era libero di girare per il Paese. Nessuno aveva dato esecuzione al provvedimento di espulsione. Ci si chiede se ciò può essere ancora sopportabile e accettabile! Le Forze dell’Ordine devono essere messe nelle condizioni e soprattutto nello stato d’animo di operare a tutela dei cittadini e della legalità ma le stesse forze dell’ordine devono nel contempo essere tutelate e dotate di mezzi idonei a difendere i cittadini ma anche se stessi. Gli Agenti delle forze dell’Ordine adempiono al loro dovere per salvaguardare il territorio e i cittadini dalla criminalità e lo fanno con partecipazione,e con slancio con amore cingendosi al corpo una divisa che portano con fierezza.
Ma in tutto ciò la loro vita deve essere salvaguardata dallo Stato cosi come lo stesso agente si fa custode della vita del cittadino e, pertanto, deve sentire la vicinanza dello Stato e sapere che lo Stato stesso si assume l’obbligo di tutelarli.
Andando nello specifico del caso accaduto a Torino, come ribadito più volte, se i poliziotti avessero avuto a loro disposizione il Taser -un’ottima arma di difesa – capace di ridurre in maniera considerevole la probabilità di contatto tra l’operatore e il criminale o un qualunque esagitato forse oggi, non avremmo avuto un poliziotto con la testa spaccata da una furia prorompente.
Questa ennesima aggressione ai danni di uomini delle forze di polizia ci invoglia a riflettere sul tema – tanto dibattuta – delle dotazioni ai poliziotti di maggiori “armi” idonee a difendersi e a reprimere la criminalità senza dover rischiare la propria incolumità.
Chiediamo al Ministro Salvini- aggiunge Allotta – che siano accelerati i tempi delle procedure per dotare gli operatori impegnati su strada di pistole a impulsi elettrici senza farsi dissuadere da chi – invece – allergico alle Divise, vorrebbe mandarle allo sbaraglio e darle in pasto ai delinquenti nelle Piazze, durante la gestione dell’ordine pubblico o in situazioni ad alto rischio contro la criminalità organizzata.
Oltre a questo crediamo che bisogna impegnarsi di più sulle procedure di rimpatrio per gli stranieri irregolari “sono quasi 600mila in italia”, che delinquono nelle nostre città (i numeri sui reati parlano da soli). Lo si ribadisce, il 26enne immigrato non doveva trovarsi in Italia poiché colpito da piu’ provvedimenti di rimpatrio. E se cosi fosse stato i due agenti e il vigilantes non avrebbero rischiato la propria vita.
Se le Forze dell’Ordine svolgono il loro lavoro lo Stato DEVE assolutamente impegnarsi per rendere l’opera degli agenti più sicura.
In questa situazione rischiamo di diventare –sostiene ALLOTTA Ettore – agnelli sacrificali di un sistema che non tutela gli operatori delle forze dell’Ordine e ciò non può essere tollerabile ma ci vuole piu rispetto e tutela per gli uomini in divisa.
Allotta – inoltre – invita ad una riflessione: se vengono aggrediti così facilmente poliziotti, i carabinieri e le forze dell’ordine in generale pensate come sarà ancora più facile attaccare un semplice cittadino. Questa è una domanda alla quale tutti noi sappiamo già dare la risposta.
Ai nostri Colleghi feriti -conclude- Allotta va la nostra solidarietà oltre che un abbraccio fraterno e un sincero augurio di pronta guarigione in attesa di vederli ritornare sul proprio posto di lavoro il prima possibile!

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