A Soverato il Soroptimist ricorda Alessia e Martina, vittime della follia del papà, con uno spazio per i bambini e due panchine rosa

SOVERATO – Uno spazio colorato e accogliente dedicato ad Alessia e Martina, uccise dal papà il 28 febbraio 2018 perché non accettava la separazione dalla loro mamma, che è rimasta gravemente ferita dalla follia omicida del marito, ma senza le sue bambine. E’ stato inaugurato sabato scorso nei giardini accanto l’ex Comac a Soverato, dove spiccano anche due panchine rosa, una targa e un murales (dell’artista Jaqueline Rodriguez) in ricordo di tutte le donne e bambini vittime di amori malati. L’iniziativa è del Soroptimist Club Soverato che, ancora una volta, mette al centro del proprio impegno temi drammaticamente attuali come il femminicidio e la lotta alla violenza sulle donne. L’impegno civico si manifesta anche attraverso l’attenzione all’arredo urbano, e quindi alla vivibilità di spazi di socializzazione soprattutto per i più piccoli. Ricordare per non dimenticare e rilanciare il sostegno alle donne vittime di violenza che non possono essere lasciate sole, ha evidenziato il presidente Soroptimist, Gabriella Maida, ricordando le calabresi Francesca Petrolini, uccisa a Davoli superiore dall’ex marito e Maria Antonietta Rositani, ricoverata al “Centro grandi ustionati” di Bari perché data alle fiamme dal marito a Reggio Calabria. Al fianco della presidente Maida, l’assessore regionale al Lavoro e Welfare Angela Robbe, la senatrice Silvia Vono, il vice sindaco di Soverato Pietro Matacera, e il parroco don Alfonso. “Stiamo lavorando alla creazione di un testo unico per redigere leggi che siano effettive sulla violenza di genere – ha sottolineato la senatrice Vono – affinché vi sia una maggiore protezione di donne e bambini già vittime di violenza”. La parlamentare ha offerto la propria disponibilità al sostegno economico per la manutenzione della zona creata e anche delle iniziative future. “Non dimenticare significa fare qualcosa perché non si dimentichi – ha evidenziato l’assessore Robbe – E’ necessario non sottovalutare i segnali, quello che è successo ad Alessia e Martina poteva essere evitato. Diamo voce ai bisogni delle donne e facciamo in modo che non si ripetano le cose: i centri antiviolenza ci sono, ci sono i punti d’ascolto. Il dovere delle istituzione è dare sostegno alla Chiesa, alle Forze dell’ordine, alle associazioni di volontariato che si occupano delle donne, perché molte delle stragi potrebbero essere evitate se solo le vittime si sentissero ascoltate e supportate”. Il vicesindaco di Soverato, Pietro Matacera, presente insieme all’assessore ai lavori pubblici, Daniele Vacca e alle politiche sociali, Sara Fazzari, ha posto l’accento sull’operato della magistratura che “troppo spesso diminuisce le pene parlando di raptus di gelosia. È inutile parlare di famiglia tradizionale come modello da perseguire, se poi proprio nelle famiglie tradizionali succedono i femminicidi”.

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