Bova: “Via le slot machine dai centri abitati. Finalmente i primi risultati”

“A quasi un anno di distanza dall’entrata in vigore delle legge regionale 9/2018, la cosiddetta legge anti ‘ndrangheta, arrivano i primi importanti segnali soprattutto in relazione a quanto disposto dall’art. 16 che dispone una serie di interventi per la prevenzione dell’usura connessa al gioco d’azzardo patologico”. È quanto si legge in una nota di Arturo Bova, presidente della Commissione speciale contro la ‘ndrangheta in Calabria, in relazione alle ultime notizie circolate sulla stampa sui controlli a tappeto effettuati dalle forze dell’ordine in tantissimi comuni della Calabria e mirati alla prevenzione e al contrasto della ludopatia.
“Solo negli ultimi giorni – ha sottolineato Bova – sono stati elevati verbali per decine di migliaia di euro per slot illegali o posizionate nei centri delle città. Perché è bene sottolineare e ribadire una cosa che evidentemente ancora non è chiara a tutti: nei centri abitati le slot machine non possono più esserci e non devono più esserci. La nostra legge regionale, considerata tra le più forti e all’avanguardia in Italia, ne vieta il posizionamento a meno di 300 metri, per i Comuni sotto i 5.000 abitanti, e a meno di 500 metri per i Comuni sopra i 5.000 abitanti, da scuole, centri sociali, chiese, impianti sportivi, ospedali, banche, stazioni ferroviarie, esercizi di compravendita di oggetti preziosi (compro oro), e così via. Una legge regionale che va rispettata e sulla cui applicazione nelle prossime settimane si terrà un incontro con i sindaci dei comuni calabresi a cui spetta, insieme alle forze dell’ordine, la vigilanza sui territori. Qualcuno – ha aggiunto Bova – prova a fare confusione aggrappandosi ad un comma della legge che dà 24 mesi di tempo agli operatori per adeguarsi al distanziometro. Sia chiaro: questo rinvio nell’applicazione vale solo per le sale slot che, avendo a carico personale specializzato e considerando gli investimenti iniziali, hanno diritto ad un congruo periodo di tempo per cercare un nuovo locale lontano dai centri abitati. Tutti gli altri esercizi commerciali che hanno al loro interno una slot machine e insistono nei centri abitati, stanno violando la legge già dal 2 maggio dello scorso anno e questo non è più accettabile. Per questo – ha concluso il presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta – sono felice che stiano arrivando i primi risultati. Ho avuto modo di constatare di persona nel mio paese che nella giornata di ieri i “distributori” hanno provveduto a ritirare tutte le slot machine collocate negli esercizi commerciali. Una giornata storica per la mia Comunità che vive il fenomeno del gioco patologico con grande apprensione, vista la sua diffusione in mezzo ai giovani e al mondo femminile, due segmenti particolarmente deboli e impreparati a fronteggiare il grave fenomeno della ludopatia. In queste ore stiamo stiamo controllando, in sinergia con le Istituzioni preposte, l’attuazione ed esecuzione della legge su tutto il territorio regionale. La lotta alla ludopatia e al gioco d’azzardo patologico non ammette mezze misure né incertezze. Per questo la Commissione Regionale contro la ‘ndrangheta in Calabria sta organizzando il “No Slot Day” che è espressamente previsto dall’art. 54 della L.R. 9/2018 e individuato nella giornata del 30 aprile di ogni anno. Sarà quella l’occasione anche per dare ogni ulteriore e necessaria informazione in ordine alle limitazioni introdotte dalla legge anti ‘ndrangheta”.

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