CATANZARO – “Nell’ultima seduta del Consiglio è stato presentato il Programma di Governo della Provincia di Catanzaro per il prossimo quadriennio, un documento contenente le linee programmatiche del presidente dell’Ente, Sergio Abramo. Per impegni familiari non ho potuto partecipare alla seduta e quindi ho solo potuto leggere il documento che tra l’altro è stato consegnato ai consiglieri provinciali solo la mattina della seduta. Le linee programmatiche del presidente Abramo sono deludenti e preoccupanti per la loro pochezza e inconsistenza, solo un po’ di cifre sugli edifici scolastici e sulle strade fornite dagli uffici”. E’ quanto afferma il consigliere provinciale capogruppo di ‘Area Civica’, Marziale Battaglia in merito alle linee programmatiche presentate dal presidente della Provincia di Catanzaro, Sergio Abramo, nella riunione del consiglio di giovedì 27 dicembre. “Come previsto, tale documento non deve contenere soltanto i dati e gli elementi conoscitivi forniti dalla struttura dell’Ente ma le attività amministrative e i progetti che si intendono realizzare indicando modalità, tempi e risorse finanziarie ed umane – afferma Marziale Battaglia -. Ci saremmo aspettati un programma ambizioso, almeno nelle intenzioni, un programma che avrebbe dovuto rilanciare la Provincia dopo gli effetti della legge Del Rio. Ma abbiamo letto solo una relazione senza anima e senza una visione, insomma un compitino”. Secondo il consigliere di “Area Civica” non c’è “nemmeno un accenno alle prospettive di sviluppo dell’Area centrale della Calabria, nemmeno una parola sul ruolo strategico dell’asse Catanzaro – Lamezia Terme o sullo sviluppo delle due coste e della Presila. Nulla sul ruolo dell’aeroporto e sulle aree produttive e industriali”. “Se la Provincia che Abramo sogna è quella che emerge dalla sua relazione, vuol dire che il nuovo presidente non ha compreso la grande funzione che l’Ente intermedio può svolgere, a prescindere dalle attribuzioni della legge Del Rio o dalle ristrettezze finanziarie – continua Battaglia -. L’istituzione di uno sportello “Europa” a disposizione dei comuni per il monitoraggio dei bandi e dei finanziamenti europei seppur utile è poca cosa, sono altre le necessità dei comuni. E’ necessario programmare e realizzare interventi nelle aree a rischio dell’intero territorio provinciale, essere presenti e confrontarsi con i sindaci”. “Ci aspettavamo che il presidente incentrasse la sua relazione sull’area metropolitana Catanzaro-Lamezia Terme, anche per i compiti di coordinamento territoriale che ha la Provincia. Ma d’altronde come avrebbe potuto Abramo parlare di area metropolitana se tra i suoi primi atti c’è stato l‘attacco sferrato alla società “Lamezia Europa”? Una società – prosegue Battaglia – che, con tutti i suoi limiti e i suoi problemi economici, è uno strumento importante per il rilancio produttivo ed occupazionale dell’ex area SIR di Lamezia Terme dove insistono più di 100 aziende con circa 1500 addetti”. “Solo grazie all’intervento del nostro Gruppo “Area Civica” e del dibattito che ne è scaturito, il “ragioniere” Abramo che voleva dismettere le quote della Provincia e causato di fatto la chiusura dei battenti di Lamezia Europa, è stato costretto a fare marcia indietro – incalza il consigliere di Area Civica -. Ma Abramo evidentemente non nutre simpatia per Lamezia Terme. Nel settembre del 2017, all’indomani della sua riconferma a sindaco, propose al Consiglio comunale di ridurre la partecipazione del Comune Capoluogo alla Sacal, passando dal 6 al 3 per cento e quindi di uscire dal CdA della società aeroportuale. La sua stessa maggioranza, con un emendamento di Forza Italia votato anche dall’opposizione, impedì questa ennesima manovra”. “Crediamo sia ingiusto approfittare dell’attuale debolezza della città della Piana per attuare politiche nel solo ed esclusivo interesse della città capoluogo – conclude il capogruppo di “Area Civica” -. Ci auguriamo che l’insufficiente documento programmatico sia frutto solo della fretta e pertanto siamo disponibili a un confronto leale e costruttivo sui temi elencati, non accettando scusanti sul fatto che alcuni di questi non sono di competenza della Provincia. Quando si vuole fare buona politica, non servono deleghe”.

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