Sono notevoli i disagi causati dall’alluvione del 2 dicembre a Soverato, soprattutto perché gli allagamenti subiti dai cittadini sono stati due in un arco di tempo breve: uno il 5 ottobre e l’altro, appunto, quello di domenica 2 dicembre. Tanta la stanchezza dovuta alla pulizia del fango, ovviamente svolta direttamente dai danneggiati, e tanti i danni economici ad esclusivo carico dei cittadini e dei commercianti, questi ultimi messi nuovamente in ginocchio proprio pochi giorni prima del tradizionale shopping natalizio.
Purtroppo, un guaio a volte ne scatena un altro.
E’ quanto successo alle 5,30 della mattina del 2 dicembre, nella zona di via San Giovanni Bosco al n. 142 dove, l’allagamento ha fatto andare in corto circuito la cabina elettrica Enel situata nel cortile del palazzo Cima, sotto il livello del terreno. Per questo motivo, quando il livello dell’acqua ha superato il livello della botola, si sono scatenate fiamme e paurose violente scintille con botti che, se non fosse per la drammatica situazione, si poteva pensare a quelli della festa di paese.
Immediate le chiamate ai vigili del fuoco per la richiesta di aiuto. Tutta la zona è rimasta senza energia elettrica fin quando, nel pomeriggio, l’Enel con un pronto intervento affidato alla ditta Cogeur, ha finalmente fornito assistenza ai malcapitati facendo giungere in loco un grande gruppo di continuità per ripristinare l’energia elettrica della zona fino alla sistemazione del guasto, avvenuto nel pomeriggio di lunedì 3 dicembre, dopo aver asportato l’acqua e asciugato il luogo. In pratica si era bruciato un trasformatore e un interruttore di manovra.
Il palazzo dov’è situata la cabina Enel è rimasto anche senz’acqua perché il corto circuito della cabina ha bruciato la pompa dell’acqua. Stanchi e sfiniti gli abitanti e i commercianti della zona di dover subire, con scadenza quasi sistematica negli anni, sempre gli stessi danni causati dai frequenti allagamenti, e anche da questa cabina Enel che produce sempre chi stessi gravi disagi a chi non ha colpe, perché situata in una posizione probabilmente non opportuna e forse neanche in sicurezza.

Maria Luisa Iezzi

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