Matozzo: “Gravi disagi per i cittadini. Difficoltà delle strutture pubbliche a garantire i livelli minimi assistenziali”

Dott. Matozzo, il Tar Calabria, Catanzaro, ha concesso la sospensiva avverso i due nuovi decreti 172 e 174 del 2018, emessi dal Commissario Scura, dopo che in precedenza aveva già annullato altri due suoi decreti il 72 e l’ 87 del 2018,  esecutivi del suo piano di rientro. Il Piano di Rientro, quindi, voluto dal commissario ad acta per la regione Calabria che prevede forti tagli ai budget delle strutture private accreditate, non sembra reggere al vaglio della giustizia amministrativa.  

 Continuo a ripetere in ogni sede che la sanità in Calabria, così come adesso viene gestita, non va nella giusta direzione. Non si può pensare di risanare i conti, effettuando dei tagli e creando solo disagio a discapito dei cittadini. Il vulnus, a mio avviso insuperabile, che il Piano di Rientro Scura sta creando nell’equilibrio del servizio sanitario in Calabria, dipende dall’oggettiva impossibilità di garantire i livelli minimi di assistenza ai cittadini, operando, nel contempo,  dei tagli ai budegt delle strutture privata accreditate senza che questo comporti disservizio. Come ho già evidenziato nel mio precedente intervento,  lo stesso TAR Calabria ha affermato come la maggiore capacità produttiva della rete pubblica sia un dato meramente ipotetico, che non si correla da alcuna acquisizione istruttoria che valga a dimostrare che le strutture pubbliche siano capaci di compensare  i tagli ai budget per l’acquisto di prestazioni da privati.

Questo dovrebbe significare per i cittadini, lunghe file ed attese fuori dalla norma per ottenere prestazioni sanitarie diagnostiche specialistiche.

Io penso che il grado di civiltà di un paese, di un territorio, si misuri dall’efficienza o meno di alcuni servizi essenziali come la sanità. Pensare di garantire i livelli sanitari minimi essenziali,  ridimensionando fortemente il ruolo della specialistica ambulatoriale privata accreditata, almeno nel breve periodo, è a mio avviso impossibile. Gli ospedali calabresi già con l’acqua alla gola, si troveranno ad affrontare l’utenza che per necessità sarà costretta a riversarsi nelle strutture pubbliche e sarà il collasso. L’utenza sanitaria da molto tempo è stata in parte assorbita con il sistema dell’accredito delle strutture private che agivano in concomitanza con il servizio pubblico, garantendo un certo equilibrio all’intero settore sanità.

Con la riduzione del ruolo della specialistica privata accreditata, l’equilibrio è destinato a saltare a discapito delle fasce più deboli. Il Piano Scura, per tale motivo, così come concepito, presenta un vulnus strutturale per la sanità grave e difficilmente superabile. Il Commissario Scura, a mio modesto avviso, è destinato a subire altre bocciature dai giudici amministrativi, proprio per l’impossibilità a dimostrare che le strutture pubbliche siano capaci di compensare i tagli ai budget per l’acquisto di prestazioni da privati.

Anche il Presidente Oliverio si è dimostrato fortemente preoccupato per i  livelli insostenibili che mettono a serio rischio la salute dei cittadini.

 Con l’occasione voglio ringraziare il Presidente Oliverio il quale più volte si è dimostrato sensibile al problema, ed ha dichiarato che sosterrà ogni iniziativa volta ad impedire la negazione di un fondamentale diritto qual è quello alla salute. Risulta incomprensibile invece l’atteggiamento del Commissario Scura il quale sembra essere indifferente alle continue censure che provengono da ogni parte verso il suo Piano di Rientro. La stessa reiterazione di altri due decreti “gemelli” di quelli bocciati dal Tar, dimostra la sua  propensione a voler agire incurante delle forti grida di allarme che si sollevano da più parti. Si pensi anche alle gravi conseguenze per i lavoratori e i dipendenti delle strutture private accreditate calabresi, che lamentando l’assenza di pagamenti negli ultimi undici mesi, saranno costretti a tagliare di conseguenza e a licenziare. Sarebbe auspicabile pertanto che il Dott. Scura insedi un tavolo di trattativa con le associazioni di categoria Anisap. Penso che, per il bene comune, necessariamente, si dovrà andare verso una revisione dei tagli programmati e verso una maggiore valorizzazione del ruolo dell’assistenza specialistica ambulatoriale privata in Calabria.

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