Lamezia Terme, – “Sono scioccato in questo momento, non riesco ad esprimere in parole quello che sento, a causa del maltempo che ha colpito la Calabria ci sono state due giovani vittime, una mamma e il suo bambino di sette anni, l’altro figlio è ancora disperso – esordisce in una nota il Presidente Nazionale U.Di.Con. Denis Nesci – le persone sono state costrette a salire sui tetti delle case, alcune famiglie hanno dovuto occupare i piani più alti dei palazzi e questo solo perché l’alluvione è stata definita straordinaria? Io credo che non sia da attribuire la colpa solo al tempo – prosegue Nesci – credo che ci siano delle responsabilità da attribuire e che sia scandaloso il fatto che da mesi segnaliamo i gravi problemi in cui versano i comuni calabresi senza che nessuno faccia niente ed ecco che siamo costretti a fare i conti con il peggio, sono morte delle persone e questo non fa altro che aumentare il rammarico per quello che poteva essere fatto e invece non è stato neanche iniziato” Una notte tragica per la Calabria, si contano le vittime per il maltempo, al momento sono due più un disperso. Le strade sono state completamente inondate dall’acqua. I cittadini hanno dovuto occupare le zone alte delle proprie abitazioni, talvolta, anche salendo sui tetti. La situazione è drammatica, ma le Istituzioni sembrano sorde. “Davanti a quello che è successo non posso fare altro che esprimere le mie condoglianze per la famiglia che è stata colpita da questa tragedia, al momento sono tanti gli interrogativi che si alternano nella mia testa ed ai quali purtroppo non riesco a dare risposta. Il maltempo non ha solo imprigionato la Calabria questa volta, – continua Nesci – insomma di cos’altro dobbiamo parlare? Di cosa ha bisogno la politica per mettere in atto delle misure di sicurezza che abbiano la capacità di non fare vivere nel terrore i cittadini calabresi? Trovo vergognoso che possa essere permesso tutto questo, sono straziato dal fatto che nessuno abbia capito quanto grave fosse la situazione denunciata già nei mesi passati- conclude Nesci – nulla riporterà indietro giovani vite e niente colmerà il vuoto creato alle loro famiglie, ma agiremo in maniera tale che almeno si riconoscano le responsabilità e chi deve pagare paghi

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