Passa il tempo, aumenta il volume delle promesse elettorali mai realizzate e con esse anche i disagi per la popolazione. Questa volta ad essere vittima dell’indifferenza amministrativa e programmatica è l’Ospedale di Soverato, nello specifico, il reparto di Ortopedia.
L’Unità Operativa in questione conta, ad oggi, solo tre medici all’attivo, oberati da turni usuranti, con uno spaventoso accumulo di ferie arretrate e con un volume d’utenza da gestire molto al di sopra delle potenzialità fisiche dell’organico. L’inizio della stagione estiva non farà altro che aggravare ulteriormente la situazione, rendendo anche il sacrificio personale e professionale insufficiente e provocando, quindi, dopo la recente chiusura dell’ambulatorio di ortopedia, una sospensione totale delle attività dell’intero reparto per carenza d’organico.
Come è possibile che la Direzione Generale non si renda conto dell’importanza strategica di questo specifico reparto, non solo nel comparto aziendale, ma soprattutto per l’utenza, per il volume di pazienti che, particolarmente in estate, rendono straordinario il lavoro dei nostri medici.
Ricordiamo ancora le promesse espresse dal Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, che nel lontano mese di Marzo dello scorso anno, aveva annunciato programmazione, linee strutturali e azioni risolutive per affrontare i disagi d’organico da allora esistenti nel Nocosomio di Soverato.
Dove sono finite quelle promesse? La carenza d’organico ancora affligge i reparti dell’ospedale e, nello specifico, proprio la sua approssimativa programmazione è causa primaria del rischio di chiusura dell’Unita Operativa di Ortopedia di Soverato. Eppure noi vediamo solo molti medici solerti, motivati e devoti al lavoro che, per causa di una politica sanitaria regionale votata all’inconsistenza sono ridotti all’osso, oramai senza voce per urlare in difesa dei diritti del paziente, costretti ad improvvisare e destinati a gettare la spugna, non per mancanza di volontà bensì per mancanza di forza fisica e spirituale.
Fratelli d’Italia farà sua questa battaglia, donando voce alle vittime di questa politica priva di obiettivi, che, nei fatti, sta distruggendo il nostro sistema sanitario locale.

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