Soverato, non è una città per diversamente abili

Riceviamo e pubblichiamo la nota del movimento politico “Semplicemente Soverato”. Percorrendo Viale Kennedy non ci si può non accorgere della realizzazione di un nuovo marciapiede che costeggia tutta la pineta del Parco Urbano “Corvo”. A parte l’impatto caratterizzato dal materiale usato, un battuto di cemento facilmente riscontrabile nei capannoni industriali simile, per intenderci, a quello utilizzato per pavimentare parte del “nuovo” lungomare, risalta agli occhi e a alla sensibilità delle persone attente e accorte che gli stessi sono sprovvisti delle rampe per i diversamente abili. Tale inadempimento dimostra la poca sensibilità verso le problematiche relative alla disabilità anche e soprattutto se si considera quanto l’accessibilità urbana della nostra città, con particolare riferimento a Corso Umberto I e a molte altre vie cittadine, siano impraticabili e insostenibili. Allo stesso tempo la realizzazione di un altro marciapiede, quello su Via Mascagni, adiacente al muro perimetrale della caserma dell’Arma dei Carabinieri, risulta sprovvisto di rampa in prossimità delle strisce pedonali. Allo stesso tempo del tutto paradossale appare la situazione sull’intera Via Amirante dove in prossimità delle rampe non sussistono le strisce che ritroviamo, incredibilmente la dove non ci sono le rampe con strisce che impattano, invece, sul marciapiede.
Non bisogna poi dimenticare che l’abbattimento delle barriere architettoniche non deve essere pensata esclusivamente per le categorie di estremo disagio: l’aumento della popolazione anziana, le donne in gravidanza, genitori e nonni alle prese con carrozzine o passeggini fanno rilevare come l’abbattimento delle barriere sia di fatto un modo di generare una città sostenibile e fruibile a tutti.
Consideriamo, pertanto, una simile disattenzione del tutto imperdonabile e lontana rispetto alle reali esigenze della cittadinanza in un contesto storico dove gli obblighi riguardo l’abbattimento delle barriere architettoniche rappresentano un’esigenza e un fenomeno che va al di la di quelli che dovrebbero essere i soli obblighi di legge.
Ciò premesso ci sembra opportuno richiamare l’art. 40 comma 11 del Codice della Strada il quale riporta testualmente che “gli attraversamenti pedonali devono essere sempre accessibili anche alle persone non deambulanti su sedie a ruote” in quanto appare del tutto evidente che il percorso non deve essere interrotto da gradini come quelli determinati dalla presenza di marciapiedi o piante ad alto fusto. Pertanto per quanto segnalato e per quante altre criticità facilmente riscontrabili nel contesto della nostra area urbana ci sembra più che evidente che è necessario allinearsi alle disposizioni vigenti.
L’occasione ci sembra propizia per ricordare che la nostra città risulta carente di un Piano Urbano del Traffico (P.U.T) che dovrebbe regolamentare e tutelare , tra l’atro, i pedoni e, fra questi, gli scolari, le persone anziane e quelle con limitate capacità motorie; L’art. 36 del Dl 285/92 del Nuovo Codice della Strada, infatti, obbliga anche i comuni con popolazioni inferiori a 30000 abitanti ma che registrano, in particolari periodi dell’anno una particolare affluenza turistica o risultino interessati da elevati fenomeni di pendolarismo a redigere il P.U.T..
Il Movimento “Semplicemente Soverato” spera, pertanto, che l’Amministrazione adotti al più presto un progetto per l’adeguamento delle infrastrutture stradali e si attivi per normalizzare interventi per il miglioramento delle condizioni della circolazione stradale nell’area urbana, e nella fattispecie gli attraversamenti pedonali, attualmente inadeguati, e che contribuiscono a creare enormi disagi e difficoltà a tutti i soggetti a mobilità ridotta.

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