Amministrative del 10 giugno, l’appello di Bova per la legalità

«Tra poco più di una settimana, i cittadini di molti Comuni calabresi saranno chiamati al voto per scegliere i loro amministratori locali. Come ogni tornata elettorale – anzi, forse più di altre che non siano amministrative -, gli elettori avranno la possibilità di orientare e determinare il loro prossimo futuro, quello della quotidianità». A scriverlo è l’on. Arturo Bova, presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta in Calabria, intervenendo nel dibattito in vista delle elezioni amministrative del 10 giugno prossimo. «Diventa, quindi, quanto mai necessario un appello, un sentito richiamo ai valori della legalità, della cittadinanza attiva, della partecipazione qualificata alla scelta democratica – sottolinea Bova -. Un appello rivolto a tutti gli interpreti e protagonisti di questi importante momento. Non solo ai cittadini-elettori, non per niente definiti corpo elettorale attivo – ma anche ai candidati chiamati a comporre la rappresentanza istituzionale». «È a loro che mi rivolgo innanzitutto, affinché le decisioni e le scelte siano sempre frutto di valutazioni orientate al buon governo, all’intenzione di mettere in campo “il meglio”, e non già a meri calcoli elettorali che inevitabilmente finiscono per impoverire il dibattito politico e preparare il terreno fertile alle infiltrazioni criminali», prosegue il Presidente. E riprende: «Credo sia sempre utile un richiamo a chi ricopre ad oggi cariche elettive: campagna elettorale e macchina amministrativa siano binari paralleli senza punti di contatto, da tutelare da pericolose commistioni. Non si dia mai neanche la sola impressione di voler sfruttare il vantaggio di amministrare un Ente a fini elettorali, non solo perché si tratta di una prescrizione normativa precisa, ma perché l’esempio di rettitudine morale ed etica si diffonda tra gli elettori e contribuisca ad aumentare la fiducia nella rappresentanza politica». «È innegabile, poi, che gran parte della responsabilità del risultato elettorale sia in mano agli elettori. E proprio le mani con cui verranno tracciati i segni sulle schede è necessario che siano sempre libere. Il futuro è determinato dalla scelta in cabina elettorale: non sia mai più schiavo della promessa o dell’imposizione», è la prescrizione dell’on. Bova, che prima di concludere evidenzia: «Siamo, tutti noi cittadini, attori della legalità chiamati a rappresentarla nella vita di tutti i giorni con fatti e comportamenti concreti. Anche denunciando, qualora sia necessario, con la consapevolezza che lo Stato c’è e risponde quando sollecitato: le forze dell’ordine, le Procure e le Prefetture sono attente e hanno dimostrato di lavorare costantemente per l’affermazione del principio di legalità. Girarsi dall’altra parte, invece, non è solo ignavia ma connivenza, complicità». «Insomma – conclude -, l’esercizio democratico del voto è capace di creare le condizioni affinché il terreno fertile per la criminalità organizzata sia reso improduttivo. Il voto si chiede e si concede sulla base di programmi, proposte, idee, non su richieste o offerte “ad personam” che invece costituiscono l’architrave di un comportamento para-mafioso».

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