Giornata contro la violenza sulle donne

Libere dalla paura, libere di essere con i colori dell’amore e le voci dell’anima. È stato questo il titolo dello spettacolo portato in scena dal comitato pari opportunità dell’UICI di Catanzaro nella Casa Circondariale ‘Ugo Caridi’ in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Questo spettacolo, nato dall’idea della presidente Luciana Loprete per la regia di Mario Sei, ha evidenziato i drammatici dati della violenza subita dalle donne con disabilita: All’iniziativa, presentata dalla giornalista Donatella Soluri, hanno partecipato la direttrice dell’istituto, Angela Paravati, e in rappresentanza del Comune di Catanzaro, l’assessore Nuccia Carrozza.
Sul palco, l’U.I.C.I. ha portato in scena monologhi e storie, brani del coro e poesie per sensibilizzare al rispetto delle donne. Rispetto per il quale è necessario impegnarsi ogni giorno e non solo il 25 novembre.
“Portare in un contesto così particolare come quello delle carceri, uno spettacolo che al suo interno manifesta quelle che sono le molteplici violenze nei confronti delle donne, che non sono solamente fisiche ma spesso anche sociali e psicologiche è stato per noi un momento di forti emozioni. Basta poco per far sì che il fenomeno della violenza non resti il solito seminario organizzato ad hoc. Il contesto dell’istituto penitenziario ha sottolineato come seppur quasi costretti, i detenuti presenti all’evento hanno seguito con interesse quanto rappresentato ed hanno inoltre partecipato dal loro posto intervenendo con grida di approvazione ed applausi. Sono contenta ed emozionata – ha sottolineato il Presidente Luciana Loprete – che la direzione dell’Istituto abbia accolto la nostra richiesta di esibirci con un tema così delicato. Il tema della violenza – ha aggiunto – è oggigiorno tanto diffuso quanto purtroppo sottovalutato. Ritengo sia doveroso e necessario fare una corretta informazione su ogni argomento, perché purtroppo l’eccessivo discutere di tali problematiche può spingere ad emulare atti che risultano essere poi gravi. Bisogna infatti intervenire in età precoce e scolare attraverso azioni continue e mirate.”