“Il Corpo delle donne”: svolto l’evento organizzato dalla FIDAPA Catanzaro

“Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto”, diceva Oscar Wilde. La FIDAPA sezione di Catanzaro, evidentemente ha fatto suo quest’aforisma, contestualizzandolo all’evento realizzato ieri, giovedì 23 novembre, presso il “Loft – salotto culturale” di Catanzaro, denominato “Il corpo delle donne: bellezza mercificata in una società senza anima”, proprio a ridosso della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.
Confronto, solidarietà, riflessione: da tanti anni la Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari (circa dodicimila associate in Italia) è in prima linea nella promozione delle donne, in qualità di associazione femminile ma non “femminista”, composta da donne che si supportano vicendevolmente, motivate verso una partecipazione più attiva e consapevole alla vita sociale e politica del nostro Paese. La Presidente della sezione FIDAPA di Catanzaro, l’avvocato Costanza Santimone, ha aperto e moderato i lavori, nel centro di via Settembrini (gremito per l’occasione), introducendo l’incontro ed anticipando qualche spunto di riflessione relativo alla immediata proiezione del documentario “Il corpo delle donne”, di Lorella Zanardo, attraverso il quale, nel 2009, l’attivista ha raccolto una sequenza di immagini relative alle più importanti trasmissioni televisive della nostra rete pubblica nazionale, facendone un blob finalizzato a smuovere le coscienze in merito all’uso del corpo e del ruolo delle donne rappresentate in Tv: dopo circa dieci anni, il video della scrittrice milanese resta d’attualità.
<<Per realizzare gli obiettivi cui è finalisticamente orientata la nostra federazione, occorre eliminare gli ostacoli che si frappongono alla partecipazione attiva della donna nella vita sociale e politica – sottolinea la presidente Santimone-. Se, un tempo, lo stereotipo da abbattere era quello della tipica “donna del focolare”, propensa ad accudire casa e famiglia senza poter prendere parte alla vita sociale, oggi, esiste un nuovo stereotipo di donna da contrastare; l’immagine di una donna frivola, che bada più a rincorrere la bellezza che ad interessarsi della vita sociale. Il Legislatore introduce continuamente norme a tutela della donna, affinché non sia vittima di violenze (la legge sui reati di femminicidio o stalking, ne sono esempi); quindi, mi domando che senso abbia se, comunque, l’immagine che si continua a veicolare, sia quella della donna superficiale, incapace di orientare i suoi pensieri verso dinamiche più concrete ed aderenti alla realtà sociale>>. A seguito della proiezione, vi è stato modo di dialogare con ospiti d’eccezione, quali il dottor Andrea Bitonti (medico estetico e chirurgo plastico a Roma e Catanzaro) ed il professor Charlie Barnao, sociologo e professore di Sociologia Generale presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro. <<Serve buon senso da parte dei chirurghi e delle pazienti, che spesso ricorrono alla chirurgia solo per ristabilire un equilibrio psicologico, perché vedersi migliorati nell’aspetto fa stare bene>>, osserva il dottor Bitonti, denunciando la scarsa regolamentazione nel campo medico-chirurgico: <<Oggi vediamo donne “sfigurate” da “pseudo-specialisti”, che vogliono solo vendere un prodotto, ma la chirurgia non deve essere confusa con il commercio che ne scaturisce. È preoccupante la facilità con cui le ragazzine arrivano al chirurgo plastico (magari tramite i social) senza il controllo dei genitori>>, avverte il medico catanzarese, erudendo i presenti sulle conseguenze di un uso inappropriato dei trattamenti estetici.
Bellezza intesa come ricerca ossessiva, frutto delle tendenze culturali del mondo globalizzato, stando alle affermazioni del professor Barnao: <<Ogni epoca, ha una cultura che influenza i nostri gusti e la nostra intimità. Il concetto di bellezza femminile, varia in relazione al momento storico ed al Paese in cui ci viviamo, poiché influenzato culturalmente – rivela il sociologo-. I canoni di bellezza sono cambiati, in quanto legati alle mode, agli effetti della globalizzazione che ha creato una “società dell’incertezza” senza i punti di riferimento tradizionali. Nell’ambito della prostituzione, per esempio, l’uomo paga per fermare la lancetta dell’emancipazione femminile>>.
La FIDAPA Catanzaro, ancora una volta, si dimostra colonna portante socio-culturale del territorio, ponendo sotto la lente d’ingrandimento questioni sulle quali non ci si sofferma, fornendo spunti di meditazione nel deserto etico e morale. Prossimo evento, giovedì 30 novembre presso Museo MARCA di Catanzaro, con la degustazione di the e biscotti e la mostra fotografica “Raffaele Montepaone”, dalle ore 17.00.