Non è capitata per caso, a Chiaravalle Centrale, la presentazione del libro di Anna Macrì “Malamore, quando il male marchia il ventre delle donne”. L’iniziativa si è, infatti, svolta ieri, a pochi giorni dalla data del 25 novembre, quando in tutto il mondo verrà celebrata la “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”. Un tema attuale, complesso, crudo, difficile, che la Consulta comunale della Cultura di Chiaravalle Centrale ha voluto affrontare per tempo, ospitando Anna Macrì, il suo libro, e un tavolo di autorevolissimi relatori: il docente di Sociologia generale e Sociologia della sopravvivenza presso l’Umg di Catanzaro, Charlie Barnao, la segretaria regionale del Sunas, il sindacato degli assistenti sociali, Amalia Talarico. A tessere le fila degli interventi, la brava giornalista Terri Boemi, appassionata e coinvolgente nell’introdurre la serata. La consigliera comunale Elisa Fera e la giornalista Maria Patrizia Sanzo, quest’ultima in qualità di componente del direttivo della Consulta, hanno sottolineato l’importanza di un incontro culturale di notevole spessore. La città di Chiaravalle ha avuto l’onore di ospitare Anna Macrì a pochi giorni di distanza da una analoga iniziativa che ha visto l’autrice di “Malamore” protagonista presso la sala Caduti di Nassirya del Senato, a Roma, su invito della presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio. Il libro – è stato spiegato – è nato da una ricerca etnografica condotta all’interno dell’associazione catanzarese “Astarte” e rappresenta un atto d’accusa durissimo che evidenzia l’impossibilità che le donne hanno di affrancarsi in una società che “non vede e non sente” e le relega nell’incapacità di reagire. Anna Macrì, con la sua sensibilità profonda (attrice, artista, impegnata nel sociale) ha raccontato dieci storie vere di donne maltrattate e violate. Perché il femminicidio, l’atto finale di una violenza di genere, è solo la punta dell’iceberg.

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